giovedì 29 novembre 2012

LOVE ADA LOVELACE

TEA 4 SOFTWARE'S THEA



Taglio, incollo, salvo e risolvo in cantO
Hardware fatti di trine e di merlettI:
È un software di sospiri che fa i contI,
Ada, uno, e quel che resta è sempre zerO.


L' endecasillabo binario prevede al termine di ogni verso le vocali O e I, che ricordano i numeri 0 e 1 della matematica binaria.


English translationSalvatore Fallica


Binary Quatrain

I cut and paste, save and solve and sinG
Hardware made of silk and laceS:
A software of breaths calculateS,
Ada, one, and what’s left is always nothinG.


File:Ada Lovelace.jpg
Margaret Sarah Carpenter  (1793-1872), Ada Lovelace, 1836

L’inventrice del software (1815-1852), della scheda forata per il computer da lei teorizzata sulla scia di quella per il telaio di Jacquard. Figlia del poeta George Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke, racchiude già nella sua persona quella sintesi di arte e scienza che ha ispirato Game Art Gallery fin dalla prima mostra nel 2009. Dipinta su legno anche perché "tecnologia" deriva dalla radice "tek", ovvero, "intelaiatura di legno". Esposta a “Neoludica – Art is a Game” alla 54° Biennale di Venezia (http://neoludica.blogspot.it/).

sabato 24 novembre 2012

LA DONNA DEL VAMPIRO Bela Lugosi secondo Carroll Borland

Man Ray, Yesterday Today Tomorrow, 1924



Sezione 9 Quadro III _ Bela Lugosi e Carroll Borland, "Mark of the Vampire", 1935



Carroll Borland (a sinistra) in Mark of the Vampire (1935), regia di Tod Browning

[...]

Bela Lugosi e Carroll Borland in una pausa delle riprese di "Mark of the Vampire", entrambi ancora con gli abiti di scena.
Il divo, in piedi, in apparenza rivolto alla giovane attrice, sembra in realtà parlare più a se stesso. Carroll, seduta su una poltrona, si rivolge direttamente al pubblico: le sue parole sono tratte da un'intervista rilasciata a Richard Bojarsky nel 1980.
In mezzo a loro, un tavolino con una bottiglia e due bicchieri.

Lugosi
Il successo ha radici profonde
Come i cipressi
Di Dracula in Dracula
Di bara in bara

Carroll
Per me Dracula è Bela Lugosi e Lugosi è Dracula: non c'è alcuna differenza né separazione fra i due. Sostenendo che Dracula è una creazione di Lugosi non credo certo di denigrare Bram Stoker, ma se ripensiamo al Conte descritto da Stoker, non possiamo fare a meno di paragonare il suo volto a quello di Gengis Khan o di Arpad l'Unno: faccia rivoltante, piena di cicatrici, naso aquilino, baffi lunghi e spioventi, piccoli occhi di brace, sopracciglia folte. Il Dracula di Lugosi invece è discreto, pieno di fascino dalla punta delle scarpe sempre lucida ai capelli scuri e lisci, simili a quelli di Rodolfo Valentino. No, Lugosi non aveva bisogno di denti canini, di trucchi posticci, di sangue colante dalla bocca. In fondo le sue vittime lo cercavano per scoprire cosa mai si nascondesse dietro e dentro quel mantello avvolgente, turbinante.

Lugosi
Comincio a essere stanco
Di questa esistenza per bare
Prende la bottiglia e riempie i due bicchieri
Bevi un po' di questo distillato di albicocche
Le offre un bicchiere con la destra, ma lei neppure lo vede, continuando a fissare il pubblico
E' ungherese sai?
Come me
Beve il suo bicchiere
Sangue contadino
Spremuto e rispremuto nei secoli
Beve anche il bicchiere che aveva offerto a Carroll, poi accenna una canzone
"Timidi baci baci di fanciulla
Baci di bimba che sanno di nulla
Baci lunghi colpevoli innocenti
E doppi baci e baci lunghi e ardenti"
Fissa i due bicchieri vuoti
E' ungherese anche questa

Carroll
Quando girammo "Mark of the Vampire" c'era un episodio della sceneggiatura... Quell'episodio ricordo fu cancellato in fase di realizzazione. Nell'originale si raccontava la leggenda del Conte e di sua figlia, del terribile peccato di cui si era macchiato Dracula e che gli era costato l'impossibilità del sonno eterno: il rapporto incestuoso e lo strangolamento della figlia, che ero io. Un atto a cui il Conte aveva cercato di riparare sparandosi un colpo di pistola sulla fronte. Questo aspetto della vicenda non venne inserito e neppure accennato sullo schermo per ragioni di autocensura dovute al Codice Hays. Ma in questo modo il pubblico non poteva in alcun modo spiegarsi quel foro di proiettile sulla fronte di Dracula.


Lugosi
Mi ero sposato tre volte
E l'unico matrimonio americano
Era durato tre giorni

Poi sono resuscitato con la signorina Lilian Arch

Ha appena raggiunto la maggiore età
Sembra una bambina
Eppure ha scelto la nostra casa
Stregata naturalmente
Per volontà della Casa di Produzione

Ma il prato del giardino è di classico "chapparal"
La nostra bella erba californiana
Quella che d'estate
Baciata dal vento del deserto
Rinsecchisce e brucia
Una fonte ulteriore di luce per la casa

Come dice il Salmo?
"I giorni dell'uomo sono come l'erba
Ed egli fiorisce come un fiore in campo
Passa il vento e lui non è più
La sua casa non lo riconosce"

Eppure un vampiro parla di luce

Carroll
Il conte Dracula è una rappresentazione della morte: noi tutti abbiamo una inconscia pulsione nei suoi riguardi.  Per molti, le donne in particolare, il vampiro incarna questo aspetto sotterraneo della nostra coscienza. Per le donne, guardiane e generatrici di vita, Dracula è un enigma oscuro, che possono superare solo essendone possedute.

Buio

[...]

martedì 6 novembre 2012

LA NUOVA ARTE E' ALLA GAMES WEEK

Game Art Camp alla Games Week il 10 novembre


15 artisti e momenti di approfondimento  su percorsi culturali e formativi, dal 9 all’11 novembre 2012, MiCo Fiera di Milano, ingressi Gate 2 (V.le Eginardo) e Gate 17 (P.le Carlo Magno,1). Ore 9.30>19.30



Il valore di NEOLUDICA Game : Art : Gallery è quello di aver sdoganato, insieme  ad AESVI e a enti accademici,  l’arte dei videogames alla 54.Biennale di Venezia e di aver dato un respiro nazionale e internazionale alla Game Culture italiana a partire dal 2009 in ambienti sia artistici che scientifici, accademici e letterari, in fiere e convegni.
NEOLUDICA è una modalità di pensiero, di visione, di dialogo, di capacità di connettere epoche ed estetiche. E’ capire ed esprimere che il videogioco e l’arte che lo produce non è un’isola ma un arcipelago; è affondare la ricerca nelle premesse, nella storia, nella contemporaneità, per non lasciare nulla al caso; è collegare ambiti differenti tra ricerca-innovazione-filosofia-scienza-estetica-creatività per una consapevolezza di questo medium senza pregiudizi. Presente anche il ‘tappeto’ di CONNESSIONI REMOTE scritte da Luca Traini ed esposte alla Biennale 2011:



una ‘rete’ che collega 70.000 anni di storia umana alla nascita del videogame. Saranno disponibili anche copie del libro edito da Skira ‘NEOLUDICA ART IS A GAME 2011-1966’ che è stato anche il catalogo della Biennale. [...]

Continua su NEOLUDICA

GAMIFASHION
 Gabriella Parisi, The dress for the new bride of Ezio Auditore

IMPEGNO
 Paolo Della Corte
Small bricks for the wounds of the stadium of the Olympic Games of Sarajevo in 1984

GAME ART
 Filippo Scaboro, Hackers

PIXEL ART
Luca Roncella, Hold on, Holden! - Dove vanno le papere di Central Park in inverno?

DIGITAL ART
 Giacomo Giannella, Ico & Assassin's Creed

QUADROTEK
 Samuele Arcangioli, Will Wright



Samuele Arcangioli, Shigeru Miyamoto

GAMIFICATION
Massimo Giuntoli, L'Ego dell'artista

NEOLUDICA PHILOSOPHY

Luca Traini Biennale di Venezia 2011