DIFFERITE SPORTIVE

JAVIER ZANETTI:  “L’UOMO ALL’INCROCIO” DI RIVERA (DIEGO) (2011) Testo e Trittico
CARAVAGGIO-JUVENTUS 1-0 (2011) Testo e Trittico
CRUIJFF: REMBRANDT O RUBENS? (2011) Testo e Trittico
ZOFF: IN VOLO DA EL GRECO A GUTTUSO Testo e Trittico (2012 e 2016)
GERD MÜLLER E CASPAR DAVID FRIEDRICH: GENIO ROMANTICO (2012 e 2016)
PLATINI: ELEGANZA IMPRESSIONISTA (2011) Testo e Trittico
ANDRÉS INIESTA E DIEGO VELÁZQUEZ: BALÓN Y SIGLO DE ORO (2012-2016)
MESSI E CATTELAN: FANCIULLINI, ORI E PALLONI (2012) Testo e Totem
TRIPTYCH GAY FOOTBALL: BASQUIAT, FASHANU, MAPPLETHORPE (2013) Trittico
RIGORE ALLA CASARSA (2009)
Epica in dieci partite (Germania Ovest-Olanda 2-1, 1974_Cecoslovacchia-Germania Ovest 2-2, 1976_ Juventus-Palermo 2-1, 1979_Barcellona-Fortuna Dusseldorf 4-3, 1979_Italia-Brasile 3-2, 1982_Argentina-Inghilterra 2-1, 1986_Inghilterra-Camerun 3-2, 1990_Argentina-Grecia 4-0, 1994_Liverpool-Milan 3-3, 2005_Internazionale-Bayern Monaco 2-0, 2010) Video e Testo
EUROPEO/MONDIALE (2000) Testo
Lo Sport in dieci eventi (Bob Beamon, Città del Messico 1968_Muhammad Alì-George Foreman, Kinshasa 1974_Borg-McEnroe, Wimbledon 1980_Pietro Mennea, Mosca 1980_Julius Ewing anni '70/'80_Michael Chang-Ivan Lendl, Parigi 1989_Mike Powel e Carl Lewis, Tokyo 1991_Cathy Freeman, Sidney 2000_Valentino Rossi_Usain Bolt, Berlino 2009) Video e Testo
STRAordinariCICLI  Mondiali di ciclismo e altre imprese Testo e Video



























ZOFF: IN VOLO DA EL GRECO A GUTTUSO


Guttuso disegnava le mani che alzano al cielo la Coppa del Mondo.

Il volto in apparenza impassibile ma ricco di passione lo conosciamo e lo amiamo tutti (o quasi: qualcuno criticò ingiustamente la sua splendida nazionale dell’Europeo 2000)
.
E i soliti critici da bar furono costretti a dimenticare gli umanissimi errori del ’78. Perché l’umanità di Dino Zoff è stata sempre grande, come il campione. I suoi racconti stringati ma degni di un poeta ermetico, dall’esperienza napoletana a quella di allenatore di Gascoigne, hanno sempre appassionato anche un interista indefesso come me (Era Bersellini).


GERD MÜLLER E CASPAR DAVID FRIEDRICH: GENIO ROMANTICO



In cosa consiste il romanticismo di Gerd Müller? Nel fatto che si confrontasse piccolo e tedesco con l’enormità dei portieri e l’immensità della rete.
La sfida dell’uomo alla natura è quasi impercettibile, come la sua presenza in area di rigore.
Ma è l’artista che dipinge, l’attaccante che segna.












ANDRÉS INIESTA E DIEGO VELÁZQUEZ: BALÓN Y SIGLO DE ORO





Mi fa ancora male scrivere di Iniesta dopo il tremendo 4-0 agli Europei, ma dovevo farlo. Il genio del calcio sembra uscito dalla fucina di Vulcano di Velazquez (anche se è dura vedere Del Bosque nei panni di Apollo). Il sommo pittore spagnolo, che prefigurò il futurismo dipingendo la ruota di un telaio in movimento, sembra il compagno di squadra perfetto per il volano delle Furie Rosse.

E visto che l’uomo Iniesta è anche imprenditore vitivinicolo, completo il tris con il brindisi più bello del Siglo de Oro.

La rivincita a presto.






MESSI E CATTELAN: FANCIULLINI, ORI E PALLONI
(Totem)





Messi e Cattelan sono due fenomeni del nuovo millennio e anche la diversa età è figlia dei tempi: oggi nell’arte si riesce quasi sempre avanti con gli anni, in altri tempi sarebbero stati coetanei (anche in futuro, chissà).
Messi, la Pulce, covato e sbocciato dal vivaio del Barcellona come l’artista che sfonda il pavimento e si guarda intorno, a far piazza pulita delle vecchie tele. Bambino sempre, meglio dire fanciullino – cavallina storna mai, mai di quelli impiccati (forse perché non ha giocato nel campionato italiano): tamburino di una corazzata, il Barcellona, che cerca di guardare ogni altra squadra dall’alto.









RIGORE


                                   a Beppe, a Lazza


Se prendi la rincorsa
Lo dice già la parola
Ti ripeti
Ce l'hai col portiere
Devi scappare in braccio a qualcuno, il pubblico, i compagni di squadra.
Hai bisogno di questo?
No.
Si tratta di un calcio di rigore
Dovrai fare perno solo su te stesso
Mirare calciare restare
Come un ultimo passo di danza.
Rigore alla Casarsa.




pubblicato    da  abrigliasciolta in "carovana dei versi"  (2010)








Epica in dieci partite




Finale Mondiali 1974: Germania Ovest-Olanda 2-1



La Germania Ovest, primo grande amore calcistico insieme alla  mia Inter. Più tardi avrei amato anche il "calcio totale" dei Tulipani ma questa, ancora oggi, resta per me la finale mondiale per eccellenza, la più aperta. Disperazione e entusiasmo alternati fra salotto-cucina e camera in uno sgangherato appartamento di Porto Sant'Elpidio.




Finale Europei 1976: Cecoslovacchia-Germania Ovest 2-2




La finale fra nazionali più al cardiopalma (non ho fatto in tempo a vedere la diretta di Italia-Germania Ovest 4-3). La prima volta che posso restare sveglio oltre le dieci, devastando il divano (così la mamma s'incazzò comunque). Prima sconfitta memorabile (ma che rigore il cucchiaio di Panenka!).




Finale Coppa Italia 1978/79: Juventus-Palermo 2-1




Altra sconfitta epica. Quanto ho tifato quel Palermo che fu lì lì! Almeno la Juve dovette sudare sette camicie. 




Finale Coppa delle Coppe 1978/79: Barcellona-Fortuna Dusseldorf 4-3



E tre. All'epoca non potevo che tifare Fortuna e il Barça non mi era simpatico come oggi. Il gioco, anche quello di parole, non riuscì per un pelo.




Mondiali 1982: Italia-Brasile 3-2




Quando la nazionale italiana mi ha davvero convinto (lo aveva già fatto nel '78 ma poi quelle rachitiche qualificazioni dell''82...). Gli ultimi minuti li ho vissuti con relativa serenità certo che fossimo sul 4-2. Quando poi ho saputo che il gol di Antognoni era stato annullato, quasi svengo. Si festeggia come mai prima né dopo con quello che capita a tiro. Tre costumi da bagno (eravamo al mare) - verde, bianco e rosso - impilati sul manico della scopa e giù a far casino sul balcone.




Mondiali 1986: Argentina-Inghilterra 2-1




Cosa vuoi aggiungere di più al "gol del secolo"? Probabilmente c'è solo il Pelé della finale svedese del '58, ma quella non l'ho vista in diretta soffrendo e godendo per il mio campione per eccellenza, Diego. Quella mano poi ha più a che fare con la storia dell'arte che col calcio. Come il gol su punizione alla Juve in area satura: lo stesso volo dell'angelo nelle "Sette opere di misericordia" di Caravaggio.




Mondiali 1990: Inghilterra-Camerun 3-2




Altra sconfitta epica. Protagonista un leone: Roger Milla.




Mondiali 1994: Argentina-Grecia 4-0




Non potevo non mettere anche il ruggito di Diego alla telecamera: quell'Argentina meritava di più e fu sacrificata sull'altare dei soliti farisei.




UEFA champions League 2004/05: Liverpool-Milan 3-3




La partita più pazzesca. E il bello è che c'ho azzeccato, ho voluto credere fino in fondo alla rimonta del Liverpool (sono un fan di Benitez) anche quando tutti davano per scontata la disfatta: ne sono fiero! Vista in condizioni altrettanto pazzesche tra casa (o case?) di amici e bar. Delirio.




UEFA Champions League 2009/10: Internazionale-Bayern Monaco 2-0




FINALMENTE! Dopo decenni di sofferenza una SODDISFAZIONE ENORME. Un pensiero particolare al capitanomiocapitano Javier Zanetti.








EUROPEO/MONDIALE


A parte la vittoria con l’Inghilterra e la finale, gli Europei dell’’80 non furono affatto di mio gradimento.
Forse li avevo attesi, mi ero aspettato troppo: fine delle medie, inizio di un nuovo decennio.
Peggio sarebbero stati i Mondiali del ’90.
Nemo propheta in patria.

Eh, Luca, è duro prendere a calci la testa di Parmenide, la sfera perfetta. Non sempre i Maradona possono assaggiare la pralina dell’inconcussa verità. Trattasi di sfera in cioccolato extrafondente. Amarissima.
E ora, soltanto ora - 20 luglio 2000 - ti sei lasciato alle spalle una carriera di portiere e mangiatore di cioccolato al latte. Bianco.










Bob Beamon: 8 metri e 90 nel lungo (Olimpiadi Città del Messico 1968)




Anche se non ho avuto il privilegio di vederlo in diretta come non inserire il più grande exploit in atletica prima di Usain Bolt (di più: a Città del Messico non se lo aspettava nessuno). Nata da un'orrenda tragedia, l'Olimpiade del '68 volò alta grazie a lui e agli atleti di colore della squadra USA. E non parlo solo di record. Bisogna volare alto anche nel salto in lungo.




Muhammad Alì-George Foreman (Mondiale Pesi Massimi, Kinshasa 1974)




E visto che bisogna volare alto poteva mancare Muhammad Alì? Quando la boxe significava riscatto. Ricordo l'attesa del giorno per sapere di quella notte a Kinshasa. Mia madre mi aveva contagiato - e positivamente - col suo amore per Cassius Clay. Il film di Leon Gast, "Quando eravamo re", sempre ottimo rimedio per superare i momenti difficili.




Borg-McEnroe (Finale, Wimbledon 1980)




Tifavo McEnroe, ma quella interminabile sconfitta che costò cara al mio divano portosantelpidiense già scassato vale più di tutte le sue vittorie successive.




Pietro Mennea vince la finale dei 200 metri (Olinpiadi di Mosca 1980)




Venuto a conoscenza per strada. Non volevo vederla dopo la sconfitta nei 100? Avevo dimenticato la data? Meglio così: ogni volta che la rivedo in tv stento ancora a crederci in quella progressione di Pietro. Una vittoria olimpica dopo il suo fantastico '79 se la meritava proprio.




Julius Erving: Doctor J



Sempre a proposito del volare alto. Danzando. Il Jimi Hendrix del basket. Il volto umile e buono del genio.




Michael Chang-Ivan Lendl (Ottavi di finale, Roland Garros 1989)




Come Alì mandò in crisi Foreman con un colpo semplice e inatteso, così Chang con Lendl. Mi sembra ancora ieri la mia sorpresa. Una, due lezioni.




Mike Powell-Carl Lewis: la gara dei record (Mondiali Tokyo 1991)




Una gara stellare. Mike Powell. Battere il "Figlio del vento" e col vento poi volare a un centimetro dai nove metri. Quando gli dei si sono vendicati non facendogli vincere neppure un'olimpiade, ormai era leggenda.




Cathy Freeman oro nei 400 m alle Olimpiadi di Sidney 2000



Il "Tempo del Sogno" è anche 49''11 nei 400. La prima aborigena australiana a vincere un'Olimpiade. Passato ancestrale e tuta spaziale convivono.




Valentino Rossi: altro Doctor



Marchigiano come il sottoscritto (che però alla prima impennata andò a sbattere contro un muro). Prima o poi gli voglio dedicare un'ode pindarica. Il primo Mondiale su tutti, quello del 2001, di cui conservo ancora religiosamente la VHS della Gazzetta.




Usain Bolt: 19''19 nei 200 m ai Mondiali di Berlino 2009




Questo formidabile ragazzo diverte, si diverte ma fa tremendamente sul serio, con leggerezza. Grande. Spero si riprenda dopo le ultime stagioni. Naturalmente continuando a divertirsi.












STRAordinariCICLI

Foto di Luca Traini

Per l'inaugurazione della mostra di biciclette d'epoca a Villa Baragiola

Domenica 5 aprile 1818, raggiunti i fatidici 33 anni, Karl von Drais, nobile ex ufficiale prussiano, mise il manubrio a 2 cerchi perfetti e, ora in linea retta, ora riuscendo perfino a curvare , pascolò per le Jardin du Luxembourg, nella “Città dei Lumi”.
Giovedì 1° ottobre, su invito di un barone, il filosofo Hegel entrava in servizio all’università di Berlino.

Giovanni Pascoli, da “La bicicletta”:

“Mia terra, mia labile strada,
sei tu che trascorri o son io?
Ma bello quest’impeto d’ala,
ma grata è l’ebbrezza del giorno”.

Giorgio Caproni

Anima mia, fa’ in fretta.
Ti presto la bicicletta,
ma corri. E con la gente
(ti prego, sii prudente)
non ti fermare a parlare
smettendo di pedalare”.

C’è quindi un giardino ai primordi della bicicletta, un po’ come il paradiso per gli esseri umani.
E la “Città giardino”, Varese, 190 anni dopo.
E un suo poeta, Piero Chiara, che ha scritto in prosa proprio la storia di questo “ordigno a 2 ruote”, forse sognato da Platone, di certo sfuggito a Leonardo, perché per niente bellicoso: “L’idea di un mezzo di spostamento veloce per lavoratori… non allettò il suo cervello”.
Ma allettò quello del conte von Drais, democratico fino alla pianta dei piedi, che rinunciò al suo titolo nel 1849 (e fu preso per pazzo, e morì povero, ma a una media di 15 km all’ora, come un treno dell’epoca).
“Me brüsa tanto ‘l cü!” avrebbe sentenziato meglio di Plutarco Luigi Ganna da Induno, un maggio di 91 anni dopo, appena vinto il primo Giro d’Italia.
I grandi campioni e il ciclismo sono fatti così: la nobiltà è la fatica. Tu vedi certe foto di trionfi che sembrano la fine di una tortura. Ma dietro ci senti quei versi di Gozzano:
“La macchina il fruscio ebbe d’un piede scalzo,
d’un batter d’ali ignote, come seguita a lato
da non so che d’alato volgente con le rote”.

Così Ganna, come Drais, divenne costruttore e su una “Ganna” nel ’51 Fiorenzo Magni avrebbe conquistato il Giro e l’argento ai primi Mondiali di Varese, vinti dallo svizzero Ferdi Kübler, vicino di casa di un milione e mezzo di appassionati: record di presenze.

Dino Campana, “Il più lungo giorno”

“O corridore, tu voli in ritmo
Infaticabile. Bronzeo il tuo corpo dal turbine
Tu vieni nocchiero del cuore insaziato”.

Ecco allora perché oggi, proprio a Varese, in questa Villa, si spiega questa onda lunga in lamiera cruda.
Perché ci dobbiamo sentire e vedere la tempra di atleti inventori, l’Italia del ’51 che entra nella Comunità del Carbone e dell’Acciaio, le note di Alfredo Binda “trombettiere di Cittiglio” 3 volte mondiale piuttosto che Nilla Pizzi. Piuttosto Annie Londonderry o Alfonsina Strada, che corse a testa alta il Giro dei maschi nel 1924.
Il rotolo steso che gioca, fa sport col cerchio, la curva, la linea retta è l’anamorfosi di un percorso a tappe. Rubando le immagini all’Italo Calvino de “Il viandante nella mappa” ecco la Tabula Peutingeriana del ciclismo, come il rotolo giapponese del Settecento lungo più di 19 metri che rappresenta l’itinerario da Tokyo a Kyoto… “superare alture, attraversare boschetti, fiancheggiare villaggi, scavalcare fiumi su ponticelli arcuati… identificarsi col viandante invisibile”.
Qui i metri sono più di 70. E biciclette e ciclisti, visibili.
La “mappa delle passioni”, più che quella di M.lle de Scudéry, quella di Dino Buzzati, quando scrisse l’ultimo articolo per il Giro del ’49, “Non tramonterà mai la fiaba della bicicletta”:
“Vola, tu, con le tue piccole energie, per monti e valli, suda, fatica e soffri. Dalla sperduta baita scenderà ancora il taglialegna a gridarti evviva, i pescatori saliranno dalla spiaggia, i contabili abbandoneranno i libri mastri, il fabbro lascerà spegnere il fuoco per venire a farti festa, i poeti, i sognatori, le creature umili e buone ancora si assieperanno ai bordi delle strade dimenticando per merito tuo miserie e stenti. E le ragazze ti copriran di fiori”.




Storia del Giro d'Italia (1909-1959)

Mondiali di Ciclismo, Varese 2008


Vincenzo Nibali trionfa al Tour de France 2014

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