lunedì 4 dicembre 2017

MA TU, SOCRATE, CI CREDI?

Il fiume Ilisso e il Prologo del “Fedro” di Platone

Commento musicale Luigi Nono, ...Sofferte Onde Serene...



Oggi lo vedi cementificato, quasi prosciugato l’Ilisso che lambiva Atene, interrato come tanti fiumi torrenti su cui si è costruito il volto della città moderne, per evitare ogni genere di irregolarità, le piene. E questa ricerca della moderazione di ogni evento naturale sarebbe certo piaciuta al Socrate di Platone, che proprio su queste rive discorre con Fedro nel dialogo omonimo. Le acque erano piacevoli, pure e trasparenti e per fare chiarezza su un argomento come l’amore i due protagonisti cercano l’ombra dei platani - “platano”: la stessa radice di “Platone” - che allora crescevano sulle sponde. Fedro porta nascosto nel mantello un libro – e c’è da stupirsi di quale formidabile nuova tecnologia fossero questi primi libri, patrocinati dagli scandalosi sofisti – dentro c’è un discorso sull’amore del grande retore Lisia. Un libro perché non l’aveva ancora imparato a memoria, colpa platonica di non poco conto aver bisogno di un simile strumento, la scrittura figlia della contabilità, per una facoltà fondamentale della tradizione dei sapienti, tutelata non da una ma da due dee: Mneme e Mnemosine.


Parte col piede sbagliato Fedro, che pure lo ha libero da calzari, come sempre scalzo è Socrate – e l’acqua fresca dell’Ilisso è l’ideale nel torrido mezzogiorno estivo che azzera le ombre degli uomini. E aggiunge che il vento sembra della giusta misura, un venticello tonificante. Così Socrate risponde: “Fai tu da guida”. Il vento, che nel testo ha lo stesso termine di “respiro”, non era stato sempre così piacevole.


Fedro allora ha un ricordo, una reminiscenza che prende forma di domanda: “Non è proprio qui, da queste parti sull’Ilisso che  Borea (il vento del nord) rapì Orizia (figlia di un mitico re di Atene fulminato da Zeus, Eretteo, a suo volta nipote o figlio del mostruoso Erittonio)?”. E’ anche da notare che Borea era diventato proprio nel V secolo a.C. (l’epoca del dialogo) una specie di dio nazionale per gli ateniesi, in ragione di questa sorta di parentela con i re mitici ma soprattutto perché si riteneva li avesse aiutati scatenandosi contro la flotta di Serse, da cui una festa in suo onore e un altare sulle rive dell’Ilisso.


Socrate risponde: “Si dice, infatti”. E all’altro pare proprio il posto giusto per vederci giocare delle fanciulle, con le acque così pure e diafane: l’esempio è quello di Nausicaa e delle sue ancelle nell’Odissea. Ma non è un gioco da ragazzi, il luogo del rapimento è più avanti, dov’è il santuario del demo di Agra (da *akwa “acqua corrente”) c’è l'altare dedicato al dio del vento del nord. Fedro ammette di non averci mai fatto attenzione, riflette e prorompe in una domanda epocale: ”Ma, dimmi, per Giove, Socrate, tu pensi che questo mito sia vero?”.


Il termine che usa è “mitologema”, che di norma si traduce “racconto favoloso”, ma può anche significare “materiale mitico”, “racconto primordiale” - ed è oggetto di numerose discussioni in ambito accademico - ma il punto è se il nuovo sapiente, cioè Socrate, dopo la messa in discussione del patrimonio  tradizionale operata dalla filosofia e in particolare dai sofisti, creda ancora a questa narrazione fondante ancestrale. E’ la domanda tipica di tutti i profondi rinnovamenti delle culture, in  particolare di quelle che hanno al centro la vita nelle città, delle civiltà sottoposte a un ritmo di cambiamento più rapido e osservabile. Una domanda che, in questo caso, è rivolta a un devoto dell’Apollo di Delfi, che sa di non sapere, non sapere abbastanza per mettere in crisi la tradizione, al Socrate di Platone, che quella tradizione di sapere aristocratico vuole mantenere rinnovandone i termini e ampliandone i contenuti. La sfida è con l’Atene democratica, il suo sviluppo economico, la sua mobilità sociale, i nuovi saperi che accoglie (dal naturalismo di Anassagora alla sofistica di Protagora e Gorgia), che hanno scardinato la precedente visione di un mondo agricolo e pastorale chiuso e definito nella tradizione orale dei padri e padroni della proprietà terriera, gli “aristoi”.


Dunque tu, Socrate, credi ancora a questi racconti di un favoloso passato? Sì, il Socrate di Platone ci crede e dice che non sarebbe il personaggio strano, fuori moda, che è se non ci credesse. Proprio perché, dall’eredità aristocratica del pensiero dell’Apollo delfico, “sa di non sapere” e, non sapendo bene chi è (una crisi di identità della vecchia classe dirigente che Platone vorrebbe superare) non si impiccia delle cose che sono fuori di lui e, “mantenendo fede alle credenze che si hanno di esse”, vuole evitare il rischio tragico dell’arroganza, della “ubris” (un’avvertenza che sarà fatta propria da tante teologie a seguire)Per questo invita Fedro a sedersi all’ombra dell’agnocasto, simbolo non a caso di castità, di “purezza”, per non restare “contaminato” da simili insinuazioni. Così Platone riconduce a “simbolo” il mito di Borea e Orizia anche nel senso letterale della parola, di contratto, di tessera divisa in due, ricomposta in mosaico dalla divinità che riconduce a sé, in suo potere, quanto aveva diviso: la donna, l’essere umano, la sua apparente libertà.


Un pronunciamento del Socrate platonico è nella Repubblica, dove, una volta ridefiniti i diversi stati dell’animo umano, la città e la sua cultura vengono riorganizzate operando una selezione dei racconti del mito, riducendoli a simboli che rimandano ad altro e cercando di ripulirli da quanto nel dibattito filosofico, a partire da Senofane e Parmenide, era stato rinchiuso nel termine di  “contraddizione”. Questa specie di legge quadro troverà il suo regolamento  nelle Leggidove il “mitologema” diventerà il “racconto favoloso” finalizzato a “persuadere le anime dei giovani a credere quello di cui li si vuole convincere” (Leggi 664a) – il legislatore dovrà avere il coraggio “di mentire in qualcosa per il bene dei giovani e… per far compiere a tutti, non con la violenza, ma volontariamente, ciò che è giusto” ( Leggi 663d-e) - e ogni dubbio sulla/e divinità sarà bandito e passibile di condanna a morte o  di detenzione in diversi carceri, fra cui il Sofronisterion, l’”Assennatoio”, il “carcere di correzione”, prototipo di tutti i famigerati “campi di rieducazione”.



Dal dialogo en plein aire al carcere sembra il destino dello stesso fiume in riva al quale, con tanta piacevolezza e a piena luce, era nato un discorso destinato ai filosofi quali guardiani della parola scritta sull’amore. Rinchiuso in una cupa prigione dal filosofo invecchiato e diventato guardiano tout court (insieme ad altri nove parte del Consiglio Notturno delle Leggi, la notte più amata dalla polizia politica che dai poeti, l'"eteria", la società segreta aristocratica ateniese filospartana elevata a modello di Stato). Dall’Accademia platonica all’accademismo che non ammette repliche. E come rapiti in volo dallo stesso vento gelido, passiamo dalla fine dell’”epoca d’oro” della democrazia ateniese ai cupi regimi anni ’30 del secolo appena passato.


Sei davvero convinto che qui scorreva, scorre l’Ilisso? Che ci fosse Platone alla guida delle betoniere che fecero questa colata di cemento? Che il fascino di interrare il passato in nome di una sua resurrezione in forma di lastricati, squadrati a dovere, avvenne in nome di una reinvenzione della tradizione negli anni di ferro della dittatura di Metaxas?


La sfida è quella di sganciarsi dal “credo” per mantenere viva la domanda, il dubbio costruttivo riguardo a ogni mitologia, considerare la stessa come racconto in fieri la cui continua costruzione non deve prevedere per forza di cose – o di idee - una cementificazione, dei fiumi come del pensiero.

Luca Traini
Biografia
Storia e Filosofia
Il Dittico di Aosta


Foto (dall'alto) 1. Montaggio fra l'Ilisso del 1821 dipinto da Edward Dodwell e quello odierno fotografato da Dimorsitanos 2. Frammento papiraceo del Fedro di Platone (II sec. d.C.) 3., 4., 5. Diversi rapimenti di Orizia nei quadri di François Boucher e Francesco Solimena (XVII sec.) e Oswald von Glehn (XIX sec.) 6. Pianta dell'Atene classica 7. "Piante pericolose" (1850) 8. Carcere panottico dismesso dell'Isola di Santo Stefano (foto di Gaùcho) 9. Il dittatore Metaxas mentre fa il saluto romano insieme a membri dell'organizzazione giovanile greca in una riproposizione funerea di architetture "classiche" (ironia della storia il suo Paese sarà invaso proprio dal regime fascista italiano) 10. La Kylix di Exekias (foto di Matthias Kabel) raffigurante Dioniso trionfante sulla nave dei pirati, trasformati in pacifici delfini.

martedì 21 novembre 2017

Neoludica su RAI 2

La mostra ACGameArt a Lucca Comics & Games 2017, dedicata ad Assassin's Creed Origins, voluta da Ubisoft Italia e curata da Debora Ferrari e Luca Traini di Neoludica, è stata un grande successo che ha visto decine di migliaia di visitatori ed è stata ripresa come nuovo modello di esposizione da RAI 2 in TG2 Storie, nel bellissimo servizio di Laura Gialli, che vi proponiamo insieme a immagini dei diversi momenti che hanno caratterizzato l'evento.


Vedi lo Speciale su www.tg2.rai.it/dl/tg2/rubriche.


Il video dell'inaugurazione su acartrevolution.com.


Alcune delle oltre 70 opere in mostra.
La Social Exhibition su Assassins Creed Art Revolution


Il disegno dal vivo di Samuele Arcangioli nella piramide e sul grande schermo all'aperto.


La coda all'ingresso, il pubblico in mostra.


Il rapper Ghali ha visitato l'esposizione e si è esibito nella piramide (Glass.Emotion Hall)


Vedi anche

Nota Bene La seconda foto dall'alto è di Gianmarco Tajetti.

mercoledì 15 novembre 2017

Dall’art engagement al civic engagement



LEGALITÀ COME PRASSI 2017
170 STUDENTI DI TRE LICEI PRESENTANO
I RISULTATI DEL LABORATORIO
Alla nuova edizione del Laboratorio iscritti oltre 900 studenti delle Superiori

Legalità, senso civico e arte sono i tre elementi che caratterizzano il laboratorio sulla legalità, che dal 2010 ad oggi ha visto il coinvolgimento totale di oltre 4mila studenti - e in particolare la formazione per quasi 700 studenti di sei Istituti Superiori - dietro la regia del Progetto Giovani Pensatori del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”, diretto dal professor Fabio Minazzi, dell’Università degli Studi dell’Insubria.

I risultati del progetto 2016/17 “Legalità come prassi: dall’art engagement al civic engagement” che ha avuto come protagonisti 170 studenti dei Licei “Vittorio Sereni” di Luino e “Alessandro Manzoni” e “Galileo Ferraris” di Varese saranno presentati venerdì 17 novembre 2017 dalle ore 9 alle 13 nell’Aula Magna dell'Università dell'Insubria in via Ravasi 2 a Varese.

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Legalità come prassi: la presentazione del progetto nel 2016.

Legalità come prassi è un progetto a cura della Commissione Legalità del Progetto Giovani Pensatori, coordinata da Stefania Barile, in cui convergono l’educazione alla legalità e l’esperienza di alternanza scuola-lavoro e nasce a seguito di un percorso di ricerca per la sensibilizzazione dei giovani al problema della legalità avviato nel 2010. La finalità di tale progetto consiste nell’offrire una formazione civica non solo teorica ai giovani delle scuole secondarie superiori, ma inserita direttamente nella prassi della quotidianità. L’obiettivo specifico si articola nella promozione della legalità attraverso l’arte, non solo studiando la storia dell’arte o avviando una lettura dell’opera d’arte, ma comprendendo il valore estetico e civile dell’opera stessa attraverso l’ideazione di modalità di tutela “attiva” del patrimonio culturale, quale bene comune.

Il progetto 2016/17 - che ha visto come capofila il Liceo Sereni diretto dalla professoressa Maria Luisa Patrizi - si è articolato in due percorsi formativi suddivisi in tre fasi: la prima giuridica, la seconda storico-filosofica e la terza operativo-videoludica. La prima, condotta dalla dott. Tiziana Zanetti, ha avvicinato gli studenti al diritto dell’arte e dei beni culturali; la seconda, guidata dalla dott. Elisabetta Scolozzi, li ha introdotti nella ricerca storico-filosofica con approfondimenti mirati alla valorizzazione della testimonianza artistica, quale sintesi estetica ed etica della cultura di un popolo; e la terza, articolata dai dott. ri Debora Ferrari e Luca Traini con la collaborazione di game designers, di esperti delle nuove tecnologie della comunicazione e dei direttori di sei musei del territorio provinciale, ha consentito ai giovani di realizzare un sito C4Legality (Conoscere Capire Conservare Comunicare i Beni Culturali con le nuove tecnologie per la Legalità) corredato da una serie di immagini e di testi pubblicati a seguito delle attività svolte nelle diverse sedi museali (vd. Anche Neoludica nel progetto Legalità come prassi).

La bellezza nella diversità delle culture: Donna Nilo Camita (Museo Castiglioni, Varese),
F. Hayez, Tamar di Giuda (1847, Castello di Masnago, Musei Civici di Varese).

Il secondo percorso, seguito dal Liceo Ferraris, si è concentrato sulla gestione dei beni confiscati alla mafia che ha impegnato gli studenti in una formazione teorica, con il magistrato Adriano Patti, il commercialista Dante Benzi e l’imprenditore di Castelvetrano e presidente dell’Associazione antiracket LiberoFuturo Nicola Clemenza, e in un’attività pratica presso la Libera Masseria di Cisliano, bene confiscato alla ‘ndrangheta del clan Valle.

Per l’anno scolastico in corso, 2017/18, al civic-lab Legalità come prassi sono già iscritti 900 studenti di 14 Istituti Superiori distribuiti nei diversi percorsi progettuali, nati anche con la collaborazione di altre agenzie del territorio come il Museo Archeologico di Sesto Calende, il Museo Bodini di Gemonio, il Museo Castiglioni di Varese, il Museo Civico Castello di Masnago, il MIDeC di Laveno, il Museo Parisi Valle di Maccagno, le ACLI provinciali e l’Associazione Culturale Laura Prati di Cardano al Campo.

 
C4legality I ragazzi del Liceo Vittorio Sereni di Luino al Museo Parisi Valle di Maccagno.

Di seguito il Programma dell’evento e l’elenco dei Partner e degli Sponsor a sostegno di Legalità come prassi.

PROGRAMMA
Ore 9 – Saluti del Direttore Scientifico del Centro Internazionale Insubrico prof. Fabio Minazzi e della D.S. del Liceo “Vittorio Sereni” di Luino (scuola capofila del progetto Civic-lab) prof. Maria Luisa Patrizi
Ore 9,20 – Civic-lab mission: art engagement as civic engagement di Stefania Barile
Ore 9,50 – interventi di Tiziana Zanetti, Debora Ferrari e Luca Traini: Il civic training di Legalità come prassi
Ore 10,20 – gli studenti del Liceo Sereni di Luino
Ore 10,40 pausa
Ore 10,50 – gli studenti del Liceo Manzoni di Varese
Ore 11,20 – gli studenti del Liceo Ferraris di Varese
Ore 11,40 – Fabio Minazzi, Adriano Patti, Carlo Gioventù e Biancamaria Mori dialogano con gli studenti
Ore 13 – chiusura dei lavori

PARTNER
Musea_Game Art Gallery e Neoludica, Comingtools, Cybercoconuts, E-Ludo Lab, GameSearch.it, MenteZero, MFLabs, Small Bros_Ivan Porrini

SPONSOR
Robotech Automazioni, Museo Archeologico di Sesto Calende, Museo Bodini di Gemonio, Museo Castiglioni di Varese, Museo Civico Castello di Masnago, MIDeC di Laveno, Museo Parisi Valle di Maccagno

mercoledì 25 ottobre 2017

NEOLUDICA CON UBISOFT A LUCCA COMICS&GAMES Assassin's Creed Origins, la mostra #ACGameArt



Il nuovo gioco di Ubisoft e i misteri dell’antico Egitto diventano ispirazione per 12 tra i migliori game artist italiani che firmano l’esposizione AC GameArt, in collaborazione con Neoludica Game Art Gallery, le cui opere vengono esposte durante il prestigioso festival Lucca Comics & Games. Altre 40 opere di game artist italiani, 23 di Ubisoft Montreal, video e ologrammi fanno il resto.
Baluardo San Regolo, Lucca, 1-5 novembre 2017, ore 10-18 Ingresso libero


Le premesse culturali al progetto. “L’interpretazione del grande egittologo tedesco Jan Assmann è stata un fondamentale spunto di ispirazione per la mostra perché -spiega Luca Traini, storico e curatore- il periodo storico della nuova avventura di Assassin’s Creed Origins è un grande gioco di specchi ricco di sfumature, in perfetta sintonia con lo spirito di un videogioco che ormai è un classico”.


L’ambientazione in Egitto alla metà del I sec. a.C., alla fine di una dinastia di re-faraoni greci (i Tolomei, al potere dal 305 a.C., di cui Cleopatra è in pratica l’ultima esponente) e all’inizio della dominazione romana (l’arrivo ad Alessandria di Giulio Cesare, che proprio da Cleopatra avrà un figlio), in un contesto di tumultuose trasformazioni in tutto il bacino del Mediterraneo, è qualcosa che negli ultimi duemila anni ha ispirato tutte le arti.


“Oggi, in un altro momento storico di grandi cambiamenti, sia i concept/game artist dei team di Ubisoft che gli artisti italiani coinvolti nel progetto espositivo -continua Debora Ferrari, critico d’arte e curatrice, hanno messo in gioco la loro contemporaneità per rappresentare e rappresentarsi nell’incontro di tre mondi (quello egizio con quello greco e poi romano) con un quarto, il nostro ormai globalizzato, dando nuova linfa vitale a una grande storia che ha ancora molto da raccontarci”.



Le opere dei game artist italiani  e dei concept artist di Ubisoft vivono in mostra come reperti dal mondo egizio che però vibrano dentro un’arte e una tecnologia contemporanea. In una mostra stargate di antico/moderno dove tradizione e innovazione resteranno in simbiosi.

Le singole opere, la loro storia e la biografia degli artisti in

Lo sviluppo del progetto di mostra e la social exhibitionDodici giovani concept e game artist, un videogioco diventato leggenda e una storia mitologica che diviene musa ispiratrice: si chiama ‘AC GameArt’, la prima exhibition in chiave social partita sulla pagina Facebook del videogioco Assassin’s Creed per approdare al Baluardo San Regolo di Lucca con un progetto Ubisoft e Neoludica Game Art Gallery. Dal digital painting alla pittura classica, dal digital sculpting alla photomanipulation, fino ad arrivare ai video e ologrammi: le forme di espressione dell’era contemporanea diventano strumenti per intraprendere un viaggio interattivo tra i personaggi, i segreti, il fascino e la storia dell’Egitto tolemaico, celebrando il mito di Assassin’s Creed. Dodici creazioni per  dodici autori che hanno reinterpretato Assassin’s Creed Origins: Samuele Arcangioli, Claudia Gironi, Biancamaria Mori e Carlo Gioventù, Federico Vavalà, Francesco Delrio, Filippo Scaboro, Luca Baggio, Giacomo Giannella, Mauro Perini, Valeria Favoccia, Christian Scampini e Ivan Porrini. A caratterizzare la social exhibition è la commistione di tecniche espressive differenti, valorizzate attraverso l’utilizzo di materiali e medium contemporanei: affreschi digitali, tele, disegni, video interattivi, ologrammi.


CONTEST ‘LA PORTA DEL TEMPO’

Ubisoft, in collaborazione con Neoludica Game Art Gallery, ha inoltre deciso di promuovere il contest “La Porta Del Tempo”. L’obiettivo è stato selezionare circa 40 autori, tra una rosa di oltre 100 che, attraverso le loro opere inedite realizzate in digitale e non, hanno raccontato il mondo di Assassin’s Creed Origins e i suoi personaggi. Fanno parte della mostra autori provenienti da iMasterArt, da Scuola Comics di Padova, da MenteZero, da Concept Art Italia. Tra i partner consolidati spiccano E-Ludo Lab, MFLabs  e Mentezero.
Le opere hanno la freschezza dei giovanissimi artisti e anche a sapienza dei loro docenti; tutte sono liberamente ispirate alle atmosfere di Origins®. Un dato interessante è che tutti i game artist sono anche videogiocatori.


LE OPERE DI UBISOFT MONTREAL

L’opera d’arte Assassin’s Creed ® è allo stesso tempo contenuto ed espositore. Dentro il videogioco troviamo l’arte dei concept artist e l’arte delle epoche storiche che vi sono citate; abbiamo la possibilità di esplorare questi mondi senza obbligo di direzione temporale univoca. Il videogioco, l’opera totale, diventa espositore di tutte le citazioni, le favole, le analogie, l’arte, i nomi, gli ambienti, dipinti con pastello o olio di Photoshop a mano libera in una Wacom o schizzati a penna su un foglio, prima di diventare azione. Giocare e vedere le opere in una mostra, estrapolate dalle migliaia di immagini create e riportate nella materia di una tela o di un ologramma, è a tutti gli effetti muoversi sempre dentro la Wunderkammer di Assassin’s Creed. Esponendo il gioco, esponiamo una sintesi, elaborata, delle arti dagli albori della civiltà ai nostri giorni. Attraverso le singole firme dei grandi autori, riconosciamo uno stile personale ma che diventa corale nell’esecuzione del videogioco. Scenari, architetture, personaggi, tutto vive e rivive nell’arte storicamente ispirata dei cinque artisti Raphael Lacoste, Gilles Beloeil, Martin Deschambault, Vincent Gaigneux, Jeff Simpson, la cui cifra stilistica ormai riconosciamo e amiamo.


In un'altra sede dentro le mura di Lucca espone proprio Raphael Lacoste, art director di Assassin's Creed, con una sua mostra personale. Un percorso attraverso le sale del Palazzo dell'Illustrazione permette di conoscere l'artista non solo per i suoi lavori realizzati per la celebre saga di Ubisoft, ma anche attraverso gli schizzi fatti a mano durante i suoi viaggi, oppure attraverso le sue grandi opere di concept design.


Una caratteristica di questa edizione è anche la presenza della piramide Glass.Emotion Hall di Torsellini Vetro. Una vera piramide di cristallo posta sulle mura di fronte all’ingresso dell’esposizione per ospitare spettacoli e performance. Una piramide interamente progettata e costruita dall’azienda varesina, in scala con la piramide di cristallo del Louvre, e presentata alla Varese Design Week 2017.

Per maggiori informazioni: Game Art Gallery // E-Ludo Ambra Bonaiuto info@acartrevolution.com

Le grandi mostre dell'arte di Assassin's Creed curate da Neoludica dal 2012 a oggi




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domenica 22 ottobre 2017

Neoludica su Il Sole 24 Ore e Reteconomy: "Imprese per Gioco" e "House of Leaders"


Enzo Argante ci accompagna al Gamesweek di Milano, il più importante appuntamento per gli appassionati e per le imprese che operano in questo settore. E’ il video immersivo in 3D di Valentina Poggiarin, Hive Division, a proiettarci nel mondo digitale. In questo contesto le testimonianze di Luca Traini Debora Ferrari (foto sopra), fondatori di Neoludica, delineano il rapporto fra arte e videogioco, fra giocatori e non giocatori. Tim Schafer, il grande guru dei videogame (sotto in una foto con Luca Traini), sottolinea il ruolo didattico, educativo e di relazione dei prodotti nati a scopo meramente ludico. Un concetto approfondito anche da Paolo Bagnoli direttore di Xbox Italia; Massimo Bullo direttore marketing di Nintendo Italia e da Marco Saletta general Manager di Playstation. Elisa Di Lorenzo di Untold Games e Mauro Danelli di Mixed Bag ci raccontano quanto i giovani sviluppatori italiani svolgano un ruolo sempre più importante all’interno del mondo dei videogiochi e delle grandi case di distribuzione. Il presidente di AESVI Paolo Chisari, organizzatore dell'evento, ricorda i trend di questa edizione 2017. Chiudono la puntata le interviste e i video degli Jedi di Accademia+.

Tim Schafer in visita al padiglione di Neoludica alla Milan Games Week 2017

Neoludica dal min. 1.56 al min. 6.03

Qui e sotto: foto del padiglione MGWArt  di Neoludica alla Milan Games Week 2017

House of Leaders si apre con l’intervento di David Roberts, membro di Singularity University, che racconta le prospettive del futuro alla luce della “disruption”. 
A seguire gli interventi di Andrea Poggi, Innovation Leaders Deloitte Italia, che spiega il processi innovativi all’interno dell’azienda, passando da “Officine Innovazione” fino ad arrivare alla “Green House”; Paolo Chisari, General Manager di AESVI, indica una nuova chiave di lettura per il mondo dei videogiochi: non più solo divertimento, ma nuovo mezzo di apprendimento. Infine Debora Ferrari, di Neoludica, riflette sul rapporto tra leadership femminile e game culture.
I Post di Enzo Argante sul tema degli ExtraMedia scandiscono le rubriche Exponential Times di David Orban, Presidente di SingularityU Italy Summit; Spoiler con Alessandra GhisleriLibri&Leadership di Gianfranco Fabi, The Leadership Contract con Alvaro Gafaro e LinkedIn. A chiudere la trenta quattresima puntata, un video di Wise Society con il sociologo Zygmunt Bauman.


Debora Ferrari dal min. 20.45 al min. 22.59

giovedì 19 ottobre 2017

B-COMICS a Firenze, Lucca e Pisa: la mostra continua fino all'11 novembre


Intesa Sanpaolo e Lucca Comics&Games. Uno tra i primi gruppi bancari in Europa e la più importante manifestazione dedicata al mondo del gioco e del fantasy insieme per la prima volta in una partnership dove la Banca dialoga in modo nuovo con i giovani. Molte le iniziative di Intesa Sanpaolo attivate grazie alla partnership con Lucca Comics&Games. Con B-Comics – una mostra di artwork originali di grandi firme del fumetto curata da Debora Ferrari e Luca Traini – la storia di Lucca Comics&Games verrà ospitata in tre filiali di Intesa Sanpaolo.


A Pisa, filiale di Corso Italia, verrà ospitata la mostra Miracoli del Fumetto.
A Lucca, filiale di piazza San Michele, Supereroi dal futuro al passato.
A Firenze, filiale di piazza Beccaria, Dietro la pagina: da Topolino ai Manga.

Opere di Sergio Algozzino, Matthieu Bonhomme, Bruno Bozzetto, Enrique Breccia, Daniele Caluri, Andrea Camerini, Barbara Canepa, Casty, Giorgio Cavazzano, Fabio Celoni, Clamp, Paolo Cossi, Manuel De Carli, Gabriele Dell’Otto, Giulio De Vita, Sakae Esuno, Enrico Faccini, Elisa Falcone, Tito Faraci e Corrado Mastrantuono, Gary Frank, Kazuhiro Fujita, Gud, Keiko Ichiguchi, Koge-Donbo, Joe Ledbetter, Jim Lee, Giuseppe Matteoni, Jean-Claude Mézières, Terry Moore, Kaoru Mori, Paolo Mottura, Namida, Yasuhiro Nightow, Takeshi Obata, Leo Ortolani, Carlos Pacheco, Alberto Pagliaro, Giuseppe Palumbo, Ruben Pellejero, Alessandro Perina, Giada Perissinotto, Dario Perucca, David Petersen, Esad Ribic, Riff Reb’s, Luis Royo, Tony Sandoval, Silver, Jiro Taniguchi, Simon Tofield, Tomatozombie, Tuono Pettinato, Sebastiano Vilella, Miki Yoshikawa, Silvia Ziche.


Nella filiale di Firenze verrà inoltre organizzato un laboratorio di fumetto per bambini e ragazzi. Le tre mostre rappresentano una piccola anticipazione di quella che sarà la partecipazione di Intesa Sanpaolo nei giorni di Lucca Comics&Games. Durante il Festival infatti la filiale di Piazza San Michele a Lucca ospiterà un ricco programma di eventi e iniziative, tutte ispirate al mondo dei fumetti e in particolare alle avventure di Zagor, di cui verranno ricreate le atmosfere anche grazie a cosplayer. Durante i cinque giorni del Festival saranno inoltre ospitati in filiale alcuni importanti autori che autograferanno gli overLuk ed i cataloghi delle Mostre e incontreranno i fan. Lucca Comics&Games è anche occasione di collezionismo. Intesa Sanpaolo realizzerà esclusivamente per il Festival una versione della carta prepagata Flash personalizzabile con i personaggi dell’archivio di immagini di Lucca Comics&Games e Zagor.

mercoledì 11 ottobre 2017

Pace fatta con Parigi?

Commento musicale Josquin DesprezQui habitat

L'uomo François Villon, prima ancora che il poeta, dopo tante traversìe, volle fare pace con la sua città, Parigi.


Ci siamo lasciati così male, mia città. Ora invece te lo dico col cuore e in bel latino: “Ave atque vale”, “Addio e stammi bene, curati”.  E tu non dici niente? Devo fingere una brezza per credere che tu mi accarezzi?
Così sia, Parigi Lutezia nata dal fango, come è scritto nel Libro che sia stato per l’uomo: abbiamo ancora bisogno di carezze, come i bambini, come i cani.
Eh sì, che mi hai grattato via come la rogna. Come un cane rognoso mi hai sbattuto fuori di casa.


E poi io - io – sono guarito perché mi è apparsa la Poesia. Veniva dalla taverna del “Cavallo bianco” a quella de “L’asino a strisce”, dove dormivo ubriaco fradicio. Mi diede una tale sberla con quelle candide manine, che ancora mi sembra di sentire un giglio rovente sulla guancia destra.
Strabuzzo gli occhi e ti vedo un viso così dolce - la Bellezza, quella vera, lo sai, ferisce – “Tu dormi” scandì sorridente “ma io, il tuo cuore, veglio”.


Fu allora che Dama Memoria venne dall’osteria “La mula”. Fissai anche lei un po’ demente, anche lei ridente. Che pure mi mollò un ceffone. Lo stesso bruciore sulla guancia sinistra. E la stessa allegria in quest’altra donna alle parole: “Ho reciso il filo della tua vita passata, come una tessitrice”.
E tutt’e due insieme, a me ardente, finalmente sveglio e sorridente: “Godi, figlio nostro, nella tua nuova adolescenza!”.


E svanirono. E mi svegliai di nuovo. Sono sveglio, attento, mi guardo tutt’attorno - dove sono? – in cerca di un po’ di vento.
Parigi, tu lo sai, si dice che il lupo vive di vento. E io lo attendo, per avere in cambio la tua carezza: alita dal tuo fango un po’ di rezzo!



Nota I nomi delle taverne tratti dalla XII strofa del “Lascito”; “Io dormo, ma il mio cuore veglia”, qui rivisitato come gli altri brani biblici, è da Isaia; Dama Memoria è la personificazione del trattato citato nella strofa XXXVI del “Lascito”; “Hai reciso il filo della mia vita come un tessitore” è preso da Giobbe e già citato nel “Testamento” alla XXVIII strofa come “Godi, figlio mio, nella tua adolescenza”, tratto dall’Ecclesiaste, nella XXVII; il detto popolare “Il lupo vive di vento” è nella strofa II del “Lascito”.