venerdì 8 settembre 2017

NEOLUDICA a Asolo Art Film Festival

Asolo adunque, vago e piacevole castello posto negli stremi gioghi delle nostre alpi sopra il Triviagiano

Pietro BemboGli Asolani



Debora Ferrari e Luca Traini saranno tra i relatori nella giornata del 16 settembre all'Asolo Art Film Festival con questa key note sulla Neoludica:
Nuove arti digitali e interattive tra arte contemporanea e videogame
Game Art, Concept Art, arti videoludiche. Siamo oggi nel pieno dello sviluppo e dello svolgimento di queste arti innovative, arti che non cambiano la prospettiva dell’arte, cambiano l’arte in sé. Arti che si rimettono in gioco nel significato sociale dell’Arte, come prassi e non solo come metafora. Arti che nascono da un fervido tessuto giovanile, estetico e produttivo, con potenzialità enormi a livello comunicativo ed economico e per le quali vale la pena insistere sul loro valore per affermarle in quello generale delle discipline umanistiche e dei beni culturali. Neoludica Game Art Gallery è nato come progetto di approfondimento di queste arti tecnologiche per innestarle nel percorso delle arti contemporanee e ha portato i videogame e la game culture dalla Biennale di Venezia alle Università, dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano alle biblioteche lombarde e non solo. Come il cinema è stato l’arte del XX secolo, così il nuovo medium artistico videoludico, grazie alle continue sollecitazioni interattive fertile di ogni genere di contaminazioni con le arti che l’hanno preceduto, disvela con originalità il suo immaginario per nuove opere d’arte totali.
Come proposta al pubblico ci saranno le esperienze dell’App ‘Art (R )evolution’ MFLabs 2012 e Narrami, di nuova concezione. Opere esposte del game artist  Filippo Scaboro.


Referenti: Debora Ferrari e Luca Traini
di Neoludica Game Art Gallery (R)


Siamo multilevel: questo artisti, filosofi e scienziati l’hanno sempre saputo. Navighiamo su Internet coscienti di una seconda navigazione platonica, di un salto di livello aristotelico dalla potenza all’atto, ai diversi livelli delle gerarchie celesti o dell’inferno dantesco, preda allo stesso tempo dell’eroico furore di Bruno e dei calcoli binari di Leibniz. I veli di Maya li strappiamo con piacere, senza nasconderci: lasciamo le stesse tracce di Derrida. Noi siamo fatti della stessa sostanza di un quadro fiammingo (olio), dell’inconsistenza prepotente di un film di Kulešov. Dietro la città ideale del Rinascimento vediamo prendere luce la Parigi di Daguerre, l’Esposizione Universale del 1889 con la Torre Eiffel, ripresa a volo d’aquila da Google Earth. Giochiamo a SimCity. 
Siamo anche videoludici, anzi, NEOLUDICI perché l’arte è in gioco.


Debora Ferrari, critica d'arte, curatrice di mostre e progetti culturali, poetessa, giornalista, editore.  www.neoludica.eu 


Luca Traini, scrittore, storico, iconologo, critico, attore. www.lucatraini.blogspot.it



IL PROGRAMMA COMPLETO


L’imperdibile festa-evento del più antico Festival di Film sull’Arte al mondo.

mercoledì 6 settembre 2017

LE DONNE, LA STORIA NELL'A.R.T. DI LAVENA PONTE TRESA (VA)

Pina Traini, Saffo (2017)

Saffo (630 -570 a.C.)

La più alta lirica d’amore è donna. La storia ci parla di una poetessa sublime, la leggenda di un’amante infelice che si sarebbe suicidata gettandosi da una rupe nell’isola di Leucade. In entrambe i casi la pittrice ne sottolinea la solitudine. La penna è caduta di mano e sul foglio bianco restano i frammenti dei suoi ultimi versi. Ormai libera dai veli, lo sguardo sognante, non si cura del calamaio che perde il suo inchiostro: è definitivamente parte di quel cielo verso cui s’innalza il mare.

LE DONNE, LA STORIA
Mostra personale di PINA TRAINI

Col patrocinio del comune di Lavena Ponte Tresa



Lavena Ponte Tresa, A.R.T. (Antica Rimessa del Tram) Viale Ungheria, 2
Dall’8 al 15 settembre 2017. Incontro con l’artista 8 settembre ore 18-20.
Orari: tutti i giorni 9.30-12.30-14.30-17.30, ingresso libero.

Inaugurazione venerdì 8 settembre ore 18, segue rinfresco.

Il lavoro di Pina Traini sulla grandi protagoniste della Storia si arricchisce di nuove opere e di una nuova sede espositiva dopo il successo della mostra a Varese in Villa Baragiola lo scorso anno (vedi http://lucatraini.blogspot.it/2016/10/pina-traini-le-donne-la-storia.html).
Anche nei nuovi quadri rivivono, ricche di umanità, donne reali come Saffo, Aspasia e Marozia così come personaggi leggendari quali le Amazzoni, Penelope e la papessa Giovanna. 

Pina Traini, Marozia (2017) e La papessa Giovanna (2017)

Marozia (892-955) e la papessa Giovanna

La potente nobildonna romana, forse amante di un papa, di certo madre di un altro (Giovanni XI), fu protagonista della politica romana fino al 932 e parte decisiva in diverse salite (e discese) dal soglio pontificio finché il secondogenito, Alberico II principe e senatore di Roma, non la fece relegare in convento. Assunta per secoli a simbolo di una generica “pornocrazia”, fu invece aristocratica e donna del suo tempo che, per quanto costretta a matrimoni politici, riuscì a primeggiare in una città meno vincolata al potere dei papi a causa del declino del Sacro Romano Impero. Nel quadro è rappresentata in trono mentre si specchia indossando la tiara accanto alla madre Teodora e al piccolo Giovanni che dorme beato su altre tiare.
Dalla storia di Marozia ha origine la leggenda della papessa Giovanna, il cui vero sesso sarebbe stato scoperto perché colta dalle doglie durante la processione pasquale. Nel quadro è invece una madre dolcissima scesa dal trono che si accarezza il pancione.

Testi di Luca Traini


Il catalogo è edito da Trarari Tipi.

Protagonista incontrastata: la figura femminile. Dagli anni cinquanta a oggi si può dire, infatti, che Pina Traini abbia coerentemente continuato a scolpire su tele e tavole un unico grande monumento alla donna.

mercoledì 30 agosto 2017

MACUGNAGA: I BRONZI DI VITTORIO TAVERNARI



Le radici e la pietra di ritorno dal Lago delle Fate.


Quell'isola di luce sui ghiacciai del Rosa.


Il tiglio antico attende il suo millennio,


il ritorno di gregge e pastore plasmati nel bronzo da Tavernari.


Il bronzo che eredita la struttura del legno nella piazza di Macugnaga,


il gioco di incastri che vuole durare nel tempo.


Tavernari, scultore di corpi che si dilatano in cieli,
dove sembra accennare evanescenti graffiti ancestrali.


La montagna è come un monumento a una presenza amica.


E una pausa di silenzio severo, appena velato di nostalgia,


accompagna il definitivo ritorno all'ovile.


Testo e foto di Luca Traini
Le opere fotografate sono: Il gregge ai monti e L'incastro a blockbau dei fienili (1985-86)

domenica 20 agosto 2017

Debora Ferrari e Luca Traini sulla rivista Formiche nella rubrica Mentori

Neoludica _ L’arte è in gioco


Quanto forte è questo pensiero-racconto della nuova vita che ci aspetta! Quanto – senza bisogno di approfondire la conoscenza – è percepibile che nel futuro breve di decenni ci sono questi misteriosi, entusiasmanti, mondi da vivere ed esplorare. Debora e Luca forse vanno troppo avanti per i tempi, la scuola, i media, la politica, le istituzioni, il senso comune, la conoscenza media. Ma non sbagliano certo direzione. Stai a noi capire se, come e quanto seguirla.
dall'articolo di Enzo Argante



Per approfondimenti

Connessioni Remote (The Art of Games Videogame e Beni Culturali, Rai Arte)

Ogni nuova arte, una volta affermata, ha sempre cercato nelle esperienze estetiche precedenti dei punti di contatto, degli elementi sentiti come comuni che ne avevano in un certo senso preceduto l’avvento. […] Lo stesso vale per il videogame, altra “opera d’arte totale”, che, suddiviso in sei componenti fondamentali (Schermo, Computer,  Realtà, Interazione, Navigazione, Meraviglia), riconosce nelle arti delle diverse epoche storiche forme, strutture e meccanismi che ne hanno permesso l’affermazione. Le sue “connessioni remote”.


Per il lancio italiano di Assassin's Creed Origins  parte una nuova operazione artistica e metalinguistica, una campagna che accompagnerà il reavealing in questi mesi in attesa dell’uscita prevista il 27 ottobre e in attesa di una nuova grande mostra a Lucca Comics&Games. Si tratta di Neoludica Origins, una serie di artwork e pillole video della realizzazione degli stessi, creati dagli artisti di Neoludica Musea_Game Art Gallery che lavorano sull’ispirazione dei contenuti di Origins e le sue tematiche storico-artistiche. Sono lavori di digital painting, di pittura reale, digital sculpting, photomanipulation, video interattivi e altro che poco per volta guideranno il pubblico verso i misteri e le rivelazioni di questo nuovo entusiasmante viaggio, compiuto questa volta nell’Egitto tolemaico.


“Chi mai potrà redigere la lista dei colori scomparsi?” chiede Jean Clair aprendo il capitolo “Mestiere, mito e memoria” dopo aver scorso le affermazioni di Julien Gracq nel constatare la laicizzazione dell’arte che fra i blu di Beato Angelico e i blu di Vermeer conduce a una despiritualizzazione della sua materia. Non solo l’espressione dell’arte muta tra le mani degli artisti per l’arrivo dei colori industriali del secolo scorso, ma quanti e quali colori chiamati uno a uno per nome, possiamo oggi aggiungere noi, si sono sostituiti con numeri di pantoni che vanno a comporre velocemente le stampe offset nelle tipografie ma soprattutto sono tra le scelte dei concept artists quando devono creare quella che ora noi chiameremo File Art.

Partiamo dalla prima testimonianza di pensiero astratto e di realizzazione di forme geometriche da parte dell’homo sapiens sapiens: le losanghe su ocra rossa (tra l’altro primo cosmetico e il sapiens è due volte sapiens anche perché compiutamente “homo cosmeticus”) delle grotte di Blombos, in Sudafrica, datate 70-75000 anni fa. Senza queste forme astratte non avremmo tutta le nostre realtà domestiche ad angolo retto (porte, finestre, quadri, schermi, etc.). Come, senza la rivoluzione agricola, 10000 anni fa, e la nascita delle città grazie all’invenzione del mattone (o della pietra squadrata), non avremmo avuto la cultura del quadro. [...] Siamo profondamente impregnati di tutte queste realtà squadrate da cui è difficile sfuggire. [...] La nostra civiltà è un sogno ad angolo retto con diritto alla distrazione.


L’arte del videogioco viene creata come in una “bottega rinascimentale globale” dove oltre ai game designer e ai creatori del concept, decine di artisti lavorano a una precisa mansione e sono i professionisti dell’esecuzione: [...] chi disegna, chi fa la texture, chi colora, chi costruisce le ombre, chi inserisce il movimento, chi cura environments e soundtrack, voci e doppiaggi. Si fa arte contemporanea negli studios. [...] Dentro Assassin’s Creed troviamo l’arte dei concept artists e l’arte delle epoche storiche che vi sono citate; [...] il videogioco, l’opera totale, diventa espositore di tutte le citazioni, le favole, le analogie, l’arte, i nomi, gli ambienti, dipinti con pastello o olio di Photoshop a mano libera in una Wacom o schizzati a penna su un foglio, prima di diventare azione.

Assassin’s Creed nasce affamato di storia dopo che, all’inizio degli anni novanta, era stata decretata proprio la “fine della storia”. La storia diAssassin’s Creed nasce già grande e i luoghi in cui è ambientata sono in buona parte Patrimonio dell'UNESCO. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. [...] E' bene ricordare la vocazione intellettuale dei protagonisti di Assassin’s Creed (sarebbe proprio il caso di dire che ce l’hanno inscritta nel DNA): Altaïr è scrittore e il suo codice passa fra le mani di Marco Polo e Dante Alighieri. Ezio Auditore, oltre ad abitare in un gioiello di borgo come Monteriggioni, proviene da una famiglia amante delle novità architettoniche (Villa Auditore come prototipo rinascimentale), sovvenziona restauri di monumenti antichi, si circonda di opere d’arte.
KEY DAY Aggiornamento per chi lavora nel mondo della cultura
Game Culture e valorizzazione dei beni culturali per sensibilizzare i giovani alla legalità

Gaming Zone: videogame in biblioteca


sabato 22 luglio 2017

A CASA DI LUCIO FONTANA, ANNIVERSARIO

Commento musicale Bruno Maderna, Serenata per un satellite


L’arte di Lucio Fontana è introspezione di confini. Per questo, per essere ospiti nella sua casa, cercare la sua impronta, dobbiamo atterrare su Comabbio ricomponendo il paesaggio come in foto da un satellite.


La navicella è il suo lampadario rosso Kartell appena oltre la porta, il giardino. Prima di navigare nella luce di un altro.


Il movimento spaziale è per la televisione, eppure l’onda visiva si propaga su uva e mele intagliate nel legno per volere dell’artista. Il segno è anche nel quotidiano, nell’arredamento curato nei minimi dettagli e custodito con amore dai suoi nipoti.


Ora possiamo comodamente atterrare su queste poltrone materne Tulip.


Poi forse è il primo buco nero cosmico avvertito o la radiazione di fondo scoperta nel '64 che ci porta ai concetti spaziali dello studio, dove i segmenti di retta colorati sono rimasti in attesa di essere inghiottiti dai vortici nel cartone grigio. Il cavalletto è una stazione orbitante che sfida il vento solare.


L’uomo resta in contatto con gli altri grazie al telefono, ai libri. L’artista con le sue terre, col cielo profondo, viaggiando oltre il limite su sedie impagliate.


Torneremo precipitando in piccole bottiglie di Spirito. Proveremo ancora col cutter, col fissativo, col Cementit.




Per restare incantati sulla soglia dove si sogna o decide ogni viaggio.


Nella casa di Lucio Fontana.



Foto (riproduzione riservata) e testo di Luca Traini


Esattamente un anno fa, grazie all'appassionata cortesia dei nipoti, veniva aperta al pubblico per un giorno la casa-studio del grande artista nell'ambito della mostra curata da Debora Ferrari e dal sottoscritto "Nel segno di Fontana".


Copertina del catalogo edito da TraRari Tipi