domenica 25 giugno 2017

IL MIO PICCOLO TEATRO DI MILANO


Sta in via Porlezza all’incrocio con via Giulini, ma dovrebbe essere più di quest’ultima il mio piccolo teatro milanese, perché fu proprio lo storico Giorgio Giulini a dedicare un suo Ragionamento all’antico  anfiteatro romano della città meneghina. E io amo questo piccolo anfiteatro moderno e senza belve che sembra essere stato costruito proprio in suo onore. Certo, la struttura è quella di un teatro antico in versione bonsai,  con tre lastroni che stanno alle tre classiche aperture sulla scena.
Posti previsti: meno di cento, avvinti. Ma in un incrocio in cui gli spettatori, quasi catapultati sul semicerchio dell’orchestra, pronti a immergersi nel mistero della finzione drammatica, avrebbero sentito dietro le spalle il brivido di un mistero ancora più concreto: una casa tagliata letteralmente in due, in orizzontale, con la porta murata ma a cielo aperto, come il teatro.


Ci passavo andata e ritorno quando andavo all’università e spesso restavo in raccoglimento davanti a quei gradoni, immaginando di allestirvi i drammi che stavo scrivendo. Mi piaceva che fosse una pausa di respiro chiusa fra edifici così alti, più difesa che prigioniera e, in ogni caso, ottima per decollare e sfidare le altezze. C’era e c’è tuttora accanto una piccola chiesa ortodossa dalle forme essenziali, a testimoniare comunque un’alternativa intima alle grandi finestre che la circondano, quelle dove rispecchiavo il mio pubblico e tutta una serie di allestimenti che avrebbero unito il contemporaneo all’ancestrale (da '900 Vampiri a Il bisturi e l'architetto). Il sogno continuava accompagnato dal lamento del treno dalla Stazione Cadorna alle Nord di Varese.


Il mio Caravaggio (1988) barcollava dalla casa tagliata fino ai lastroni di cemento della scena, all’epoca nudi, che rappresentavano il mare invalicabile e la perdita di salvezza dell’uomo, lo sciabordio ossessivo della risacca unito al rumore di fondo delle auto che passano. Tre pescatori, lo stesso numero dei lastroni, sempre da quella casa decapitata, lo scorgevano sul punto di svenire. Ma uno solo ne avrebbe avuto pietà - il Cristo uomo sulla croce, non il Padre, non lo Spirito Santo della Controriforma - lo avrebbe accompagnato alla morte.


La mia riflessione è fuori scena ma in argomento, in cima al Sacro Monte di Varese.
Il mio piccolo teatro, come Milano, è all’orizzonte, in fondo, a sinistra.

Testo e foto di Luca Traini

martedì 20 giugno 2017

DI-SEGNO BESTIALE

Arte e artigli di Arcangioli, Ranza e Zilio


Una mostra di arte e di animali, di opere e di poesia.
Quadri, disegni, sculture, ceramiche, tecniche miste e un lab aperto a tutti.

“Animale” è dotato di “anima” e “arte” ha la stessa radice di “artiglio”.
Gli animali hanno affilato gli artigli sulla pietra: da quei solchi la linea per l’uomo.
[...] Definire l’anima nell’arte oltre la gabbia delle definizioni per aprire squarci più grandi nello zoo della vita.

Fuggiamo, torniamo, fuggiamo in compagnia del nostro bestiario.


Dall'Introduzione di Luca Traini al catalogo
DI-SEGNO BESTIALE, Trarari Tipi, 2017

Nel 'Bestiario' troviamo molti paradigmi della materia, della ricerca, dei contenuti; ritroviamo le ossessioni e le consolazioni degli autori, presenti nelle opere al momento iniziale della loro carriera e che riaffiorano nella maturità. Dai significati psichici di Jung e Hillman (Animali del sogno) fino a Clarissa Pinkola Estès (Donne che corrono coi lupi), l’elemento animale e bestiale si nasconde nell’ombra e riaffiora consapevole per mantenere il dato selvaggio e libero del nostro essere umani. Non ne possiamo fare a meno. Matericamente parlando, per i nostri Samuele Arcangioli, Stella Ranza, Angelo Zilio, questo nascondersi e riaffiorare avviene per via di segni e materiali, pigmenti e grafite, terre e colori. Ad uno sguardo d’insieme cogliamo subito che i tre artisti, ben circoscritti in ogni identità propria, hanno come comun denominatore proprio l’elemento del mondo animale. Tra tante opere, ispirazioni, prove, soggetti, nel ciclo e riciclo degli sviluppi estetici tornano tutti e tre sempre sul soggetto animale, bestiale, come una necessità, un rifugio, un picco da cui spiccare il volo.
Qui vogliamo ascoltarli uno a uno e scendere con loro in queste rivelazioni.


Catalogo in limited edition Trarari TIPI, con testi di prosa e poesia di Debora Ferrari e Luca Traini.
Inaugurazione sabato 24.6.17 ore 11, apertura fino a sera; Domenica 25, dalle ore 15, laboratorio di decorazione ceramica Raku anche aperto a famiglie e bambini. 
Meglio annunciarsi con una mail a culturalbrokers@gmail.com.

venerdì 9 giugno 2017

De Chirico, "I bagni misteriosi" (Triennale di Milano, 1973)

Commento musicale Giacinto Scelsi, Le réveil profond (1972)


Devo chiedere al cigno se è stato Apollo a far scaturire quell’acqua con un graffito. Dinamica e immota, i bordi taglienti come una ferita interiore nel vero composto di ossigeno e idrogeno, che riflette.


Quale Apollo? Quale Ermes? Quali bagnanti? Il gioco è sospeso.


Il pesce è un arbitro muto. Osserva quel tanto che basta gli dei o gli uomini sorgere da onde di pietra, immemori che ogni altare sorge da un sostegno liquido.


Nota come la scala, come i piccoli pilastri poggino saldi sul fondo di una piccola piscina. Tu, se sali, hai la possibilità concreta di passare oltre il fantasma di una porta.



Testo e foto di Luca Traini

venerdì 2 giugno 2017

Due Telamoni per Varese (Eugenio Pellini, 1905)



I due Telamoni del Pellini stanno a guardia di un numero 17 da più di un secolo, giganti in una piccola città, testimoni di un mito in grado di sorreggere balconi come architravi di un tempio. Dio e lo spirito dei tempi erano già scesi in forma di vapore nella prima stazione ferroviaria di Varese e come ipostasi di luce per ombre immobili nelle prime lampadine.


Passa il tempo, passano oltre gli studenti che arrivano in treno, indifferenti come gli altri passanti perché alle due statue manca un tempio. C’è San Vittore, c’è il Sacro Monte, ci sono le stazioni della Nord e dello Stato, c’è accanto l’enorme facciata di un cinema storico per la città, il Politeama, chiuso. Ma la gente non ha pietà per chi resta fuori, sotto i cornicioni, i ponti, i balconi, anche se sono statue, soprattutto se sono statue e non rondini o statue non antiche, ma dell’epoca del piccolo re dal lungo nome: Vittorio-Emanuele-III.


Non sei antica, non sei cristiana e allora i gas di scarico t’inquinano senza senso di colpa. Diventano e restano nere, tornano a riflettere l’essenza umana della pietra: essere sempre prigioni e allo stesso tempo angeli. Ci stanno pensando. E non scenderanno.


Eugenio PelliniDue Telamoni per il balcone di Casa Bianchi (1905), Varese, Via Morosini 17

Testo e foto di Luca Traini

mercoledì 24 maggio 2017

DUE SANE DISTRAZIONI

Risultati immagini per durer mano che scrivee

“Distrazione” mi ricorda dei e dee
“Dis et deabus” a cui si è tratti
Dalla quotidianità al cielo
Divisi in due:

Tu che vivi e ti distrai leggendo
Tu che leggi e ti distrai vivendo
Ti alzi con i piedi ben in terra
Torni a radici più forti volando alto

Dimentichi di fare e fai poesia
Ti distrai per un volto caro da un’idea

E il tuo amore descrive più forte la sua danza
Dentro e oltre i margini del foglio bianco.

lunedì 22 maggio 2017

CONCERTO PER 10 PIANOFORTI E CITTA'-GIARDINO

#10 Pianos Street a Varese per Cult City: 28 maggio

Suite Spaziale Concreta Coreografica Etica e Colorata per dieci pianoforti
Giardini Estensi, Cult City, 28 maggio 2017 dalle 14.30 alle 22.30
Performance musicale alle 21.30. Ingresso libero.


#10 Pianos Street è una installazione-concerto per dieci vecchi pianoforti elaborati da street artistsComposta da Yae (Sebastiano Cognolato) nel 2013 per il festival pianistico Piano City Milano e allestita in prima assoluta alla Galleria d'Arte Moderna, è stata replicata nel 2014nel 2015, nel 2016 e nel 2017 in diverse occasioni, tra cui la Milano Design Week, l'inaugurazione della Nuova Darsena,l'inaugurazione di Expo in Città e del Nuovo Museo della Pietà Rondanini, diventandoun simbolo di Piano City (Corriere della Sera), del nuovo rinascimento milanese(Reuters), oltre che una delle cinque installazioni da non perdere al Fuorisalone 2017(Brera Design District).

File:Varese Palazzo Estense.jpg

#10 pianos Street sarà allestito da Cult City al parterre dei Giardini Estensi di Varese (vd. foto sopra) domenica 28 maggio, in collaborazione con Neoludica Musea Game Art GalleryL'allestimento sarà aperto al pubblico dalle ore 14.30 alle ore 22.30. E’ prevista una performance alle ore 21.30.


Gli street artist coinvolti nel presente allestimento sono ACME 107Omar Canzi,Giorgio Mallone aka FungoIvan TresoldiRossana Maggi per Teatro del Buratto,Augusto PerezFrancesco “Piger” MutiFilippo ScaboroIvo TiepoloZoow24, e gli studenti del Liceo Artistico Sacro Cuore di MilanoLa performance è affidata all'ensemble pianistico della Scuola di musica Antonia Pozzi costituito dalle pianisteMarta Caracci, Carmen Dattilo, Vittoria Faggiani, Silvia Giliberto, Satomi HottaMargherita Paolazzi, Ginevra Portalupi Papa, Lorena Portalupi e dal pianista Francesco Villa.

A partire dall'alto, dettaglio del pianoforte dipinto da Filippo Scaboro e foto del concerto dei
#10 Pianos Street per il Fuorisalone di Milano 2017 (vd. Anche Neoludica al Fuorisalone di Milano)

La suite presenta alcune caratteristiche peculiari nella concezione e nella scrittura musicale: dieci vecchi pianoforti, recuperati e rimessi a punto sotto l'aspetto meccanico-acustico, sono elaborati esteticamente con colori, scritte e immagini daiwriters della città; solo nove sono effettivamente suonati dall'ensemble: il decimo è libero per chi vuole improvvisare durante le esecuzioni. La partitura, pensata per unensemble di studenti e docenti, comprende parti di diversa difficoltà tecnica per coinvolgere la più ampia fascia possibile di pianisti, e prevede effetti di spazialità, dialoghi tra gli strumenti, suoni concreti, coreografie tra gli esecutori, spazi di improvvisazione. Fuori dalle performances i pianoforti sono a disposizione di tutti. Sui leggii sono aperte le "partiture visuali" delle Secret Songs di Yae inclusa Ascolto il tuo cuore, città, ispirata ad Alberto Savinio. Tutti gli strumenti possono essere acquistati e il ricavato è devoluto a Soleterre Onlus.

Visualizzazione di invito cellulare per dedica Roby concerto.PNG

Il concerto sarà dedicato all'amico fotografo Roberto Molinari recentemente scomparso:

lunedì 1 maggio 2017

Luca Traini ospite agli Stati Generali della Fotografia indetti dal MiBACT

"La mitologia mette gli occhi alle statue, la religione prepara i cori per il teatro,
la storia di un legno squadrato dà origine al quadro (meglio se rettangolare).
I rotoli di papiro si dispiegano e diventano codice, palinsesto, libro miniato, libro stampato.
La porta ad angolo retto è ormai spalancata e dalla camera oscura alla foto,
al cinema, allo schermo del computer il passo è breve."


http://www.beniculturali.it/mibac

Il video completo del dibattito a cui ho partecipato:
trovate i miei interventi ai minuti 3.35, 26.16 e 1.19.53.

Venerdì 5 maggio avrò il piacere e l'onore di essere ospite agli Stati Generali della Fotografia a Reggio Emilia. Dalle 15 alle 17 parteciperò, insieme ad altri prestigiosi protagonisti della cultura italiana e internazionale, al dibattito Immagini, corpo e immaginario virtuale moderato da Vittorio Gallese, il nostro grande scienziato scopritore dei Neuroni specchio.
Sarà un'occasione preziosa per far presente l'importanza del videogioco come nuova arte in stretta connessione con le precedenti, specie con un classico del genere come Assassin's Creed. Il feedback estetico del gameplay è un immaginario virtuale che ormai interagisce a fondo con la nostra realtà materiale e spirituale, fecondo di formidabili sviluppi che, al di là di fin troppo facili critiche, può costituire interessanti analisi e risvolti per il nostro vivere individuale e sociale. Si tratta di lavoro unico e originale per evitare salti nel vuoto e prendere coscienza che c'è ancora un filo conduttore che lega i vari media espressivi da migliaia anni e che, nel caso dell'Italia, può favorire un più immediato - e profondo - contatto col suo formidabile patrimonio culturale.
Quest'attività si inserisce in quella più ampia condotta dal 2008, insieme a Debora Ferrari e, dal 2012, con Alberto Coco e Valeria Zaffina di Ubisoft Italia, da Neoludica Game Art Gallery (R) sulla game culture, i fondamenti storico-artistici dei capitoli di Assassin's Creed, che da oltre cinque anni testimonia questa sensibilità culturale all'interno del panorama visivo delle arti contemporanee, come atto di studio critico e quindi non di marketing.

Assassin's Creed: Brotherhood: dalla fotografia alla concept art

"Il videogame è il nuovo medium artistico del XXI secolo, tanto ispirato dalle forme che lo hanno preceduto quanto, specie oggi, ispiratore di significanti e significati per artisti più e meno giovani. Assassin’s Creed, creato e forgiato da Ubisoft,  ne è un esempio che possiamo ormai ben definire “classico” in tutte le sfumature del termine. Dalla precisione filologica della ricostruzione storica alla densità di contenuti e rimandi che lo rendono una vera e propria saga enciclopedica. Assassin’s Creed nasce già grande. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, con il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. Dal XII secolo del primo episodio alla Londra vittoriana di Assassin’s Creed: Syndicate, al 2012 in cui Demond Miles (e il suo DNA) danno inizio a questo vero e proprio epos contemporaneo. I protagonisti sono frutto di veri e propri crogioli culturali e uniscono allo spirito guerriero una forte vocazione culturale e una sensibilità profonda verso le complessità degli aspetti umani (figli o nipoti in questo della filosofia decostruttiva di Derrida). Lo stesso termine “assassino” viene riscattato dal triste sinonimo di “sicario”, “omicida” per tornare alla sua più raffinata radice: l’arabo, “asās, “fondamenti” (come suggerito dallo scrittore franco-libanese Amin Maalouf nel suo Samarcanda). I laicissimi fondamenti del libero arbitrio  del progresso intellettuale e della fratellanza che gli Assassini difendono in una lotta millenaria contro la tecnocrazia dei Templari. Ma non bisogna aspettarsi una lotta fra bene e male a tutto tondo: contraddizioni, chiaroscuri e sfumature sono di casa in questo gioco di estrema attualità."


Debora FerrariLuca Traini, Assassin's Creed Art (R)Evolution, Skira, Milano, 2012

"Complessità e sfumature caratterizzano anche l’aspetto più strettamente estetico dell’opera. Un grande affresco, un ciclo di affreschi in cui l’arte del videogioco viene creata come in una “bottega rinascimentale globale”, dove, oltre ai game designer e ai creatori del concept, decine di artisti lavorano a una precisa mansione e sono i professionisti dell’esecuzione. Come il Maestro nella bottega creava la visione dell’opera e ne tracciava il disegno sul cartone per lasciare in mano alla bottega l’esecuzione di mani, piedi, paesaggi, lumeggiature… così nel videogioco lavora chi disegna, chi fa la texture, chi colora, chi costruisce le ombre, chi inserisce il movimento, chi cura environmentssoundtrack, voci e doppiaggi. Dal corridoio dell’Abstergo ai blocchi di memoria disposti come installazioni di arte cinetica o ambientale, ai percorsi nell’Animus che seguono filamenti di DNA come finestre che si aprono in ricerche di Google, alle città medievali, alle vicende dei personaggi e della storia italiana dal Quattrocento al Cinquecento, fino alle due grandi Rivoluzioni, quella americana e francese, noi come Desmond Miles e i suoi antenati siamo alla ricerca di chi siamo e cosa abbiamo fatto, del perché non possiamo dimenticare e dobbiamo rivelare. Bisognosi di cercare, esprimerci, lasciar traccia del nostro passaggio."


Il Museo 3D giocabile della mostra Assassin's Creed Art (R)Evolution
realizzato da e-ludo LAB, tratto da http://acartrevolution.com/

Il MiBACT ha indetto gli Stati Generali della Fotografia, due giornate dedicate alla tutela, la valorizzazione e la diffusione della cultura dell’immagine e della fotografia come patrimonio storico e linguaggio contemporaneo anche in Italia. Questo progetto ambizioso parte con due giornate di convegno sul tema con operatori, addetti ai lavori e ospiti internazionali. La prima giornata si svolgerà a Roma il prossimo 6 aprile; gli atti della giornata romana saranno presentati il 5 maggio proprio a Reggio Emilia, in occasione dell’inaugurazione di Fotografia Europea 2017. Lo scopo del progetto, coordinato da Lorenza Bravetta, è quello di costruire un piano di sviluppo mirato ad adattare l’intervento pubblico alle mutazioni tecniche ed economiche del settore e a determinare nuove opportunità per la fotografia italiana a livello nazionale e internazionale.
Gli Stati generali 2017, con le giornate di Roma e Reggio Emilia, saranno la prima tappa di un percorso di dibattito e di confronto che s’intende avviare con gli operatori del settore, per stimolare una riflessione comune sul tema dell’immagine al fine di intraprendere azioni concrete. Il Mibact ha tante strutture e istituti che si occupano di fotografia, ma è mancato finora un disegno complessivo sullo sviluppo del settore, che dalla conservazione approdi alla digitalizzazione e all’arte contemporanea.Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Gli Stati Generali, dice la Bravetta, saranno “una chiamata generale a tutti gli addetti ai lavori. Un primo passo di un percorso in cui dare voce a tutti e capire quale può essere un piano di sostegno comune e concreto in un settore finora forse un po’ bistrattato davanti a un patrimonio storico così immenso, ma dove l’Italia ha prodotto autori e opere di grandissima ricchezza.” 


Fotografia
Game Art