domenica 24 maggio 2015

LA GRANDE MOSTRA DI LUCCA


ARTE E VIDEOGAME A VENEZIA DURANTE LA BIENNALE 1/3


Giocare con le forme - Game Art Revolution, la nuova grande esposizione che si terrà a Venezia, sull'isola di San Servolo, dal 15 al 21 giugno, formerà un trittico con le due precedenti, sempre curate da Debora Ferrari e Luca Traini di Neoludica Game Art Gallery, qui in sinergia con Gloria Vallese:

Assassin's Creed Art (R)Evolution
http://lucatraini.blogspot.it/p/assassins-creed-art-revolution-2012.htmlhttp://lucatraini.blogspot.it/2012/07/assassins-creed-art-revolution.htmlhttp://acartrevolution.com/ al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia "Leonardo da Vinci" di Milano http://www.museoscienza.org/english/activities/assassins-creed/, che ha visto più di  22.000 visitatori;

- Giocare con le forme_Assassini e avanguardie del '900 Lucca Comics & Games 2014, con più di 80.000 presenze in 4 giorni http://neoludica.blogspot.it/2014/10/game-art-con-assassins-creed-lucca.html.

L'allestimento della mostra di Lucca nelle foto di Maurizio Tessari (qui) e Debora Ferrari (in alto)

Come preludio ai prossimi post, che tratteranno in dettaglio il convegno L’arte è in gioco - Nuove relazioni fra arte e videogame (15 giugno) e la nuova mostra (15-21 giugno), ho voluto ricordare proprio l’esposizione Lucca con le foto da me scattate sia dell'allestimento che della meravigliosa folla che ha atteso ore pur di entrare nella splendida Villa Bottini, seguite da una piccola elegia notturna per immagini scaturite al termine dell'esaltante quartetto di giornate.

 

 



Assassin's Creed in Villa Bottini _ Elegia notturna


Quali per vetri trasparenti e tersi
 As through translucent and smooth glass

Dante Alighieri



 

Il videogame è il nuovo medium artistico del XXI secolo, tanto ispirato dalle forme che lo hanno preceduto quanto, specie oggi, ispiratore di significanti e significati per artisti più e meno giovani.
Assassin’s Creed, creato e forgiato da Ubisoft,  ne è un esempio che possiamo ormai ben definire “classico” in tutte le sfumature del termine. Dalla precisione filologica della ricostruzione storica alla densità di contenuti e rimandi che lo rendono una vera e propria saga enciclopedica.
Assassin’s Creed nasce già grande. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, con il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. Dal XII secolo del primo episodio alla Rivoluzione Francese di Assassin’s Creed: Unity di prossima uscita, al 2012 in cui Demond Miles (e il suo DNA) danno inizio a questo vero e proprio epos contemporaneo.


I protagonisti sono frutto di veri e propri crogioli culturali e uniscono allo spirito guerriero una forte vocazione culturale e una sensibilità profonda verso le complessità degli aspetti umani (figli o nipoti in questo della filosofia decostruttiva di Derrida). Lo stesso termine “assassino” viene riscattato dal triste sinonimo di “sicario”, “omicida” per tornare alla sua più raffinata radice: l’arabo, “asās, “fondamenti” (come suggerito dallo scrittore franco-libanese Amin Maalouf nel suo Samarcanda). I laicissimi fondamenti del libero arbitrio  del progresso intellettuale e della fratellanza che gli Assassini difendono in una lotta millenaria contro la tecnocrazia dei Templari.
Ma non bisogna aspettarsi una lotta fra bene e male a tutto tondo: contraddizioni, chiaroscuri e sfumature sono di casa in questo gioco di estrema attualità.

Complessità e sfumature caratterizzano anche l’aspetto più strettamente estetico dell’opera. Un grande affresco, un ciclo di affreschi in cui l’arte del videogioco viene creata come in una “bottega rinascimentale globale”, dove, oltre ai game designer e ai creatori del concept, decine di artisti lavorano a una precisa mansione e sono i professionisti dell’esecuzione. Come il Maestro nella bottega creava la visione dell’opera e ne tracciava il disegno sul cartone per lasciare in mano alla bottega l’esecuzione di mani, piedi, paesaggi, lumeggiature… così nel videogioco lavora chi disegna, chi fa la texture, chi colora, chi costruisce le ombre, chi inserisce il movimento, chi cura environments e soundtrack, voci e doppiaggi.
Dal corridoio dell’Abstergo ai blocchi di memoria disposti come installazioni di arte cinetica o ambientale, ai percorsi nell’Animus che seguono filamenti di DNA come finestre che si aprono in ricerche di Google, alle città medievali, alle vicende dei personaggi e della storia italiana dal Quattrocento al Cinquecento, fino alle due grandi Rivoluzioni, quella americana e francese, noi come Desmond Miles e i suoi antenati siamo alla ricerca di chi siamo e cosa abbiamo fatto, del perché non possiamo dimenticare e dobbiamo rivelare. Bisognosi di cercare, esprimerci, lasciar traccia del nostro passaggio.

Questo il filo rosso del ludus estetico che conduce a Lucca Comics, in una splendida villa affrescata -  Villa Bottini – dove il Salimbeni interagì con l’eredità raffaellesca, GIOCARE CON LE FORME, ASSASSINI E AVANGUARDIE DEL ‘900 Decollezione di arte video ludica. Nei giorni che precedono l’uscita  di Assassin Creed: Unity, dove le luci di Delacroix rivestono drammaticamente i nudi ribelli di Jean-Jacques Lequeu, rendono dinamica la gestualità  eroica di Jacques-Louis David - e Louis-Sébastien Mercier dal suo fantascientifico Anno 2440 restituisce nuovo vigore etico all’Uomo Macchina di La Mettrie.
Tantissimi artisti -e giovani - una nuova corrente “Assassina”, fedele ai liberi fondamenti dell’arte, rimette in gioco la cultura visiva del XX secolo.
“Game over” appartiene ormai a un’altra era.

Luca Traini


Per approfondimenti

Vedi anche
Arte e videogame a Venezia durante la Biennale 2/3

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