AMORI



LO SCULTORE RITROVATO: STEFANO MOSSETTAZ (XV sec.)
JEAN-PHILIPPE RAMEAU (1683-1764) Finezze della geometria dello spirito
LE CHEVALIER DE SAINT-GEORGE, IL "MOZART NERO" Amore per la Libertà
GUILLAUME DE MACHAUT "Amours me fait desirer"
BEAUTY Amore per la Bellezza
ANGELI COL FUCILE Quando l’amore  divino diventa zelo incendiario
COMBATTIMENTO D'AMORE IN SOGNO Hypnerotomachia Poliphili
AUBREY BEARDSLEY L'incisore rapito
LIVRE DU COEUR D'AMOUR ÉPRIS



LO SCULTORE RITROVATO

Stefano Mossettaz (XV sec.)


Avevo già  amato altre statue del sonno.

La Notte di Michelangelo, la sua poesia, a me particolarmente cara.


"Caro m'è 'l sonno, e più l'esser di sasso,
mentre che 'l danno e la vergogna dura;
non veder, non sentir m'è gran ventura;
però non mi destar, deh, parla basso."

Ilaria di Jacopo della Quercia,  dove la fatica di Eva scolpita sulla facciata di San Petronio si era sciolta in un sogno di infinita dolcezza.


"son di marmo
rassegnato le palpebre, il petto
dove giunge le mani in una calma
lontananza."

Pier Paolo Pasolini, Appennino


Poi, nel Tesoro della Cattedrale di Aosta, vidi i gisants di Stefano Mossettaz, “magister ymaginum”, ricomposti con amore dopo un lungo oblio.

Commento musicale Josquin Desprez, Missa L'homme armé

1430-1431 Per l'opera dello scultore: Bruno Orlandoni, Stefano Mossettaz

Il conte Tommaso II di Savoia,  innestato sul letto di morte come radice di una dinastia ascesa al titolo di duca (1416). C’è da credere sia stato  voluto proprio da Amedeo VIII –  passato alla storia anche come antipapa Felice V – probabilmente di passaggio ad Aosta nel 1430 per la concessione degli Statuta Sabaudiae. Ispirato, chissà, da quelle profetesse savoiarde cui accenna Enea Silvio Piccolomini (alias Pio II, papa con tutti i crismi) nei suoi Commentari: “Alcune streghe, che sono numerose in Savoia e predicono con magie e arti diaboliche il futuro, si presentarono ad Amedeo e gli predissero che sarebbe stato elevato al sommo pontificato”.
Il sogno del conte, del duca: un papa.
Ma l'artista scolpì un vescovo più bello. 

1420-1422 Per approfondimenti: Daniela Platania, Oger Moriset

Oger Moriset, pastore di due diocesi (Aosta, Saint-Jean-de-Maurienne) e due sepolcri, opera di Mossettaz. Ultimo vescovo-conte della “Roma delle Alpi”, con tutto il potere che ne conseguiva dopo la svolta conciliarista di Costanza (1414-1418).
Il mecenate, il signore, l’uomo ossessionato dalla morte sembrano riposare in pace nei precisi ricami del marmo della prima tomba. Vuota. Soltanto l’arte oggi, la pietra su cui fondò la sua chiesa.

Vedi anche Elena Brezzi Rossetti, Antologia di restauri

Una smorfia prende vita dalle labbra scheggiate di Francesco di Challant. Prigioniero del marmo, come il poeta Charles d’Orléans nel suo carcere, dopo l’ultima battaglia, cerca di ricordare stringendo le palpebre per l’ultima volta i suoi versi:

“Ballades, chanson et complaintes
Sont pour moi passées dans l’oubli”.

Invece è solo apparenza. Devo immaginare un corpo non ridotto a frammenti, ma vestito a festa con colori squillanti, come un principe Maya.
Dovrei, ma il tempo lascia la Storia nuda e al fasto preferisco ciò che resta nell’arte, il restauro pieno d’amore dei miei contemporanei.




JEAN-PHILIPPE RAMEAU (1683-1764)

Finezze della geometria dello spirito


Louis Carrogis Carmontelle, Monsieur Rameau, 1760

250 anni dalla morte dell’uomo, 25 dal sorgere del mio amore per la sua musica immortale. Nella libreria dell’università il disco dei suoi Indes galantes, prima dell’esame sull’architettura visionaria francese del ‘700.


L’esame andò nel migliore dei modi ma i progetti dei miei cari Boullée, Ledoux e Lequeu, in realtà, erano l’alter ego crepuscolare del luminoso pomeriggio di Rameau, degno del fauno più elegante e raffinato. Erano l’incendio della rivoluzione rispetto al fuoco del tè o del caffè degli illuministi (ma non ho mai pensato di dover amare le stesse cose).

SOPRA Il Café Procope SOTTO Jean Jacques Lequeu (1757-1826), Souterrain de la Maison Gothique

 rebours", come avrebbe detto Huysmans (ma il sottoscritto è tutt'altro che decadente), i suoi capolavori per clavicembalo mi hanno sempre evocato i quadri di Watteau. E non a caso, visto che la prima produzione è coeva a quella del pittore. In entrambi è il fascino e il dramma sottile di un’epoca di passaggio come quella della Reggenza.


Jean-Antoine Watteau, Amore pacifico, 1718

Le opere e i balletti fanno tuttora vibrare le corde delle tele di François Boucher: sono l’abito perfetto per il ballo e la rappresentazione dell’anima delle dame nude ritratte dall’artista.


François Boucher (1703-1770), Venus jouant avec deux colombes

Voltaire, grande ammiratore di Rameau e anche suo librettista, lo definiva “Orfeo-Euclide”. Infatti la precisa "géométrie des esprits" dell’autore del Traité de l'harmonie reduite à ses principes naturales è inscindibile dall’appassionato incisore di tutta una coralità di affetti che troviamo solo nei grandi.


Una progressione esponenziale di Bellezza esemplare anche in epoca di geometrie post-euclidee.


J.P._Pierre Rameau (maître à danser 1674-1748): interaction esprit géométrique_esprit de





JOSEPH BOLOGNE CHEVALIER DE SAINT-GEORGE

Amore per la Libertà


Il successo di un film come 12 anni schiavo mi ha ispirato il ricordo di un grande amore musicale: Joseph Bologne Chevalier de Saint-George. Nato schiavo dalla senegalese Nanon e, probabilmente, da George (o Guillaume-Pierre) de Bologne, proprietario della piantagione di Baillif, avviato agli studi dal padre prima nella natia Guadalupa e quindi a Parigi, quest’uomo eccezionale avrebbe raggiunto l’eccellenza tanto nel violino che nella scherma (elegante e concreto modo per farsi rispettare, in tutti i campi). Di lui avrebbe scritto il futuro presidente degli Stati Uniti John Adams: “Quell’Americano è l’uomo più istruito in Europa in equitazione, corsa, tiro, scherma, danza e musica”.

Brevetto d'ami del Chevalier de Saint-George
("l'homme le plus prodigieux qu'on ait vu dans les armes", parola del maestro d'armi Antoine Texier La Boëssière)

Il “Mozart nero” (ma il nostro Joseph precede il compositore austriaco di almeno 11 anni e ha certamente influenzato la sua produzione per violino) sarebbe stato inoltre proposto come direttore dell’Opéra Royal nel 1776, incontrando però l’invidia, il razzismo e la decisiva opposizione dei suoi colleghi.



Appassionato non solo nel ritmo sempre coinvolgente delle sue musiche, ma anche nella difesa della libertà, avrebbe guidato la “Légion franche des Américains” durante la Rivoluzione Francese sostenendo anche la lotta dell’eroico Toussaint Louverture ad Haiti.


Il trailer del film di Claude Ribbe
Il documentario di Raymond St-Jean su https://www.youtube.com/watch?v=vILAgsHUlt8


"La musica ripiega su se stessa, scemando
Come fumo da galee blu,
Per dissolversi vicino alle montagne.
La musica si dispiega con
Le morbide vocali delle insenature,
Il battesimo dei vascelli,
I documenti di viaggio"

Derek Walcott, poeta caraibico premio Nobel 1992




GUILLAUME DE MACHAUT

"Amours me fait desirer"

“Longuement me sui tenus
De faire lais,
Car d'amours estoie nus;
Mais dès or mais
Feray chans et virelais”




Un amore sbocciato in piena adolescenza, frutto della passione per le miniature medievali, specie quelle della Bible de Sens nella bibbia presa in offerta da mia madre


e dalla lettura di Uno specchio lontano della Tuchman.


Ma questo la professoressa di francese della mia IV ginnasio (1980) non poteva ancora saperlo:
“Non è che ci siamo proprio in grammatica. Vediamo la parte culturale: parlami della tua ricerca… Ah, vedo che hai portato la musica”…
La musica per il primo poeta, che pur essendo soprattutto un grande musicista, l’abbandonò per scrivere poesie da leggere e basta.
Un tradimento. Ma anche il mio amore per Guillaume nacque tanto sincero quanto mercenario.
Ero entrato in un negozio di dischi che non esiste più e, abbagliato dalla copertina, avevo fatto mie le sue Chansons curate da Thomas Binkley, meravigliosamente in offerta come la bibbia di cui sopra (qualcosa come 3.000 lire, 1,5 euro di oggi).


Eccomi in quel mondo senza mezze misure, splendido e orribile. Nel suo splendore quest’uomo, che immaginavo alto, biondo e triste. E le donne che ne possedevano l’anima, come miraggi di un assetato. Miraggio della Fontana della Giovinezza che allora, come oggi, credevo eterna.

Maestro della Bibbia di Jean de Sy, Guillaume de Machaut incontra Natura con le figlie Senso, Retorica e Musica (1377)

Qualche dubbio mi venne con la Messe de Notre Dame, in musicassetta, riproduzione di registrazione remota che si apriva come una ferita nel Kyrie per immergersi progressivamente in un sublime fondale d’oro, come l’Annunciazione di Simone Martini.


“Luca, torna sulla terra! Dove sei con la testa?”
E’ la prof.
“E’ Guillaume de Machaut”…
9 in cultura, 5 in grammatica. 14:2= 7.
E scrive sul registro questa suddivisione ottimista, come un rapporto musicale astratto pitagorico-platonico: Ars Antiqua.


Mi consolo con la filosofia che poteva andar peggio e, se anche ho sfruttato l’Ars Nova di Machaut per salvarmi in francese, ho pur sempre al mio fianco il suo teorico, Johannes de Muris, e la Metafisica di Aristotele: “E’ chiaro che l’esperienza relativa alle cose sensibili crea l’arte”.
Faccio ritorno al banco e poi a casa.
E mi consolo come il compositore spossato: Le Lay de la Fonteinne.


Luca Traini



BEAUTY

Amore per la Bellezza

San Valentino è il giorno giusto perché resti fra i miei Amori un capolavoro che ha solo qualche mese di vita.
Beauty di Rino Stefano Tagliafierro. Questo è interagire con l'Arte. Da incidere sul disco d’oro del prossimo Voyager, perché possa congiungersi all’anello polare della Galassia NGC 4650A



.
L’autore è del 1980, esattamente l’anno in cui Schnittke compose la Passacaglia per grande orchestra e io fui iniziato al cinema vero con L’enigma di Kaspar Hauser di Werner Herzog.

Di Tagliafierro, o della sua poliedricità (cosa rara in Italia), consiglio anche la visione di altri due gioielli:







Due versi di Jaufré Rudel a conclusione:

Je mais d’amor nom gauzirai                              Già dell’amore non sarò più lieto
Si nom gau d'est amor de loing                           Se non godrò di questo amor lontano                  




ANGELI COL FUCILE

Quando l’amore  divino diventa zelo incendiario


“Arte” ha la stessa radice di “arma”, di “artiglio”, e mai è stato così evidente come nella pittura fiorita nel Vicereame del Perù fra XVII e XVIII secolo.


Maestro di Calamarca (forse  José López de los Ríos)Arcangelo Laeiel, Bolivia, fine XVII sec.


In principio sono i “sette santi angeli che portano lassù le preghiere dei santi e sono ammessi davanti alla gloria del Santo” (Tobia 12,15), le “sette fiaccole accese” dell’Apocalisse “simbolo dei sette spiriti di Dio, che ardevano davanti al trono”. Nel medioevo, sulla scia delle Gerarchie dello Pseudo-Dionigi, sette arcangeli oggetto di culto da Bisanzio a Palermo, dove trovano loro massima espressione artistica nel cielo dorato della Cappella Palatina. In età moderna è poi il Siglo de Oro spagnolo a trapiantarli nel Barocco Andino innestando  altre otto creature celesti.


Maestro di Calamarca, Arcangelo Uriel


¡Oh sueño deleitoso!
Imágen apacible
Del eterno reposo:

Por tí un pecho sensible
Halla consuelo en medio
De cualquier mal terrible.

En tí el dolor y el tédio
Que me asaltan de dia
Tienen fin y remedio.



Quindici messaggeri alati attesi da Cuzco alle miniere di Potosì, contraltare inquietante nella loro soave impassibilità delle sante immortalate da Zurbaràn, che nel fasto insuperabile degli abiti per la celebrazione del nuovo Dio celavano la loro doppia natura di falconi incaici, personificazione degli antenati sconfitti dalla storia, resuscitati dall’arte.


Maestro di Calamarca, Arcangelo Asiel


Che arcobaleno orribile è quest'arco
Nero
Che si alza?
Orrenda freccia il nemico
Del Cuzco sta scoccando.
Una grandinata sinistra, in ogni luogo,
Si va estendendo.
E il trapasso, con le risonanze cosmiche del regicidio:
Lo stridore dei suoi denti ha già morso
La lana gelida della tristezza.
I suoi occhi di sole si son fatti
Di piombo.



Quindici arcangeli archibugieri con i piedi ben piantati in terra, uno per ognuna delle quindici fasi di carica, secondo il vangelo militare più aggiornato dell’epoca: "Esercizio per le armi" di Jacob de Gheyn. Presagio delle future rivolte di Túpac Amaru II e Túpac Katari.


Commento musicale






COMBATTIMENTO D'AMORE IN SOGNO



Scritto forse da un principe. O da un frate. O semplicemente da un umanista innamorato di Platone che non rinunciò al piacere in vista di un Amore più grande.
Certamente un genio l’artista delle xilografie - Andrea Mantegna? – e l’editore, Aldo Manuzio.
Mistero ed enigmi di fine secolo (Venezia, Anno Domini 1499) per l’incunabolo più raffinato, primogenito già perfetto, come un’Iliade o una Divina Commedia, della rivoluzione tecnologica della stampa.
Polifilo cerca, trova e perde Polia in sogno: parabola cristallina e complessa del Rinascimento.


Quattro lingue per tre vie.


Quando dall'alto ci è dato speranza,
O tu c'hai efigia d'animal resibile,
Perviensi all'uom, lasciando il corruttibile.



Fontana perpetua e mobile, sormontata da arboscello di melograno d'oro
con foglie di smeraldo, frutti di rubino e fiori di corallo: simboli di rinascita.


O donne che ascoltate,
Deh végnave pietà del mio dolore!
Queste pene spietate,
Ben me le crede chi ha provato amore,
Pregàti Dio signore
Che finisca li pianti
E torni in canti
La mia malinconia.
Metamorfosi di sette ninfe in allori alla presenza del dio Giove 


Dàtime a piena mano e rose e zigli,
Spargeti intorno a me viole e fiori;
Ciascun che meco pianse e miei dolori,
Di mia leticia meco il frutto pigli.

Matteo Maria Boiardo



Commento musicale


L'incisore rapito


Il disegno, l’incisione, perché l’amore è la ferita per eccellenza.

La vera raffinatezza si sconta vivendo, ma rende immortali.




Devo rubare alla luna il suo splendore
Se voglio averla.
La mia donna mi ricompenserà
Se scavo un fossato tutto intorno al mondo.





To save the powder from too rude a gale,
Nor let the imprisoned essences exhale,
To draw fresh colours from the vernal flowers.






Que c’est bon de voir la lune!
Elle ressemble à une petite pièce de monnaie. 
On dirait une toute petite fleur d’argent. 
Elle est froide et chaste, la lune . . .




Se muore giovane chi è caro agli dei, lui, il più caro alle dee, salì al cielo di Venere a venticinque anni.


Commento musicale






LIVRE DU COEUR D'AMOUR ÉPRIS


Amore dona a Desiderio il cuore del re malato

L’ opera in prosa e poesia di un re senza regno innamorato del Roman de la Rose:
Il sogno di un mondo mai esistito in un’età al tramonto.
L’incanto delle preziose miniature di Barthélemy d'Eyck.

La Speranza salva il Cuore

Le temps a laissé son manteau
De vent, de froidure et de pluie,
Et s'est vêtu de broderie,
De soleil luisant, clair et beau.


I cavalieri approdano all'Isola della Compagnia e dell'Amicizia

Potete sfogliare lo splendido manoscritto alla Bibliotèque national de France qui

Commento musicale