martedì 6 gennaio 2015

WOMEN WANT MOZART





Due lettere dal Club delle Dame di Parigi (1778?)

 
LETTERA COLLETTIVA PRIMA

Recitativo: E così, Mozart caro, non sareste soltanto ciò che resta di un piccolo delizioso incantevole automa Louis Quinze, ma un compositore di genio Luigi Sedici, statua di Salisburgo, affamato di fama a Mannheim?  Bramate di uscire dall’oscurità ritrovando la Ville Lumière? E allora sbrigatevi che l’era dei salotti delle dame ormai volge al termine!
E forse é giusto che ci colga il sonno fra le pagine di D’Alembert, dentro un quadro di Boucher…
Abbiamo combattuto a lungo, sapete? E vinto: a Rocaille, a Versailles, nella vostra Meissen, come in Baviera: ascoltate “Talestri amazzone guerriera” di Maria Antonia principessa di Monaco!
Montesquieu scriveva: “E’ rimasto un solo sesso: tutti siamo nell’animo donne”. Due anni fa perfino un eroe, il Cavaliere d’Eon, sceglieva la femminilità pur restando virile (ma questo si vedrà: per ora ha ammesso di aver lottato e vinto vestito da uomo, pur essendo del nostro sesso).
Ma temiamo che il nodo gordiano di questo fatato gioco di specchi sarà presto reciso. Nella società di nuovo dei maschi forse di nostro resterà solo il “bon ton”. Perciò
Coro: Baci, e saluti, e decidete presto
Il catalogo delle dame è questo:
Aria: Princesse Carrignon
Marchesa Calvisson
Madame de Manchon
Duchessa di Bourbon
Duchessa d’Aguillon
Contessa Lillebonne.

W. A. Mozart, "Basta; vincesti: eccoti il foglio." KV 486 (1778).
Testo di Pietro Metastasio, "Didone abbandonata", II,4.
Edita Gruberová, soprano. Wiener Kammerorchester, György Fischer.
 
 
 
LETTERA COLLETTIVA SECONDA
 
Recitativo: Pregiato Wolfango, noi aristocratiche, noi ricche, noi sole, comunque sole, come dame rinascimentali, tentammo dunque una nuova umanità? Noi anche Lisinga cinese, Ircana persiana – anche voi amate, capite, comprendete le donne e l’Oriente da cui nasce la luce – noi alla corte della zarina Elisabetta, di Caterina, dove la festa del potere fu donna, dovremo tornare dall’Arcadia alla sala parto, a una povera e spoglia riproduzione del mondo – con la “o” maschile?
Amadé caro, a voi la preghiera e il compito di farci rinascere nel canto, di farci fuggire ancora una volta dal serraglio sulle ali della musica, che è donna.
P.S. Progressista adorabile, se verrete nell’Ile de la Cité, potrete conoscere anche un altro giovanissimo genio, femmina e donna, come vostra sorella. Si chiama Olympia de Gouge.
Scriveteci allora, e presto, presso Faubourg St. Germain, Rue de l’Université.
Coro: In attesa di risposta e di un dialogo
Con piacere s’invia un altro catalogo:
Aria: Princesse de Condé
Princesse de Jurrenne
Contessa di Tessé
Duchessa Mazarin
Madama d’Epinay
Madama Saint Julienne.



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