martedì 31 luglio 2012

TRAMA DI TESSITURA IN SETTENARI



Innamorato fin dai tempi dell'università del Dittico di Anicio Probo, gioiello di passaggio fra l'arte antica e quella medievale, qualche anno fa volli dedicargli questa breve composizione in versi "intexti" com'era in voga nell'età tardoantica, sull'esempio del mio caro Optaziano Porfirio.
All'epoca la punteggiatura era usata solo per la burocrazia: punti e virgole avrebbero fatto il loro ingresso in poesia solo con i bizantini (vd. il Cometa in http://lucatraini.blogspot.it/2012/12/una-nuova-preziosa-antologia-di-poesia.html), con l'odierna lettura muta.
La croce intessuta nel testo trova la sua ragione nel fatto che la potentissima dinastia senatoria degli Anici fu una delle prime ad abbracciare il cristianesimo. La sua esponente più prestigiosa, Faltonia Betizia Proba (l'unica poetessa romana di cui ci sia giunta l'opera), intelaiò addirittura un poema su Antico e Nuovo Testamento usando come filo conduttore solo versi, per intero o a metà ("emistichi"), di Virgilio: roba da far impallidire i futuristi!
E altri importanti letterati - e politici - di famiglia furono Rufo Festo AvienoPaolino di Nola e, soprattutto, Severino Boezio e Gregorio Magno, con cui la genealogia ebbe termine.
ANICIO PROBO VALE.
"Vale" anche nel senso latino di "Addio".






domenica 1 luglio 2012

ASSASSIN'S CREED ART (R)EVOLUTION




[...] Assassin’s Creed is born eager for history, a few years after The End of History, as it was declared at the beginning of the 90’s. The story within Assassin’s Creed is great since its early concepts. The mother being the Annales School, with its appreciation of The Medieval Imagination; the father Michel Foucault, with his investigations into the relationships between power and knowledge. [...] We should not forget the intellectual vocation of the main characters of Assassin’s Creed, as they have it precisely inscribed in their DNA. Warriors but also writers, a cross between Garcilaso de la Vega and Marcus Aurelius, each of them owner of a rich library. Altaïr is a writer and his codex passes through the hands of Marco Polo and Dante Alighieri (surely Assassins, the latter being the first even to use the word “assassin” in Italian: Inferno, XIX, 50). Ezio Auditore, apart from living in such a jewel of village as Monteriggioni, comes from a family which is fond of architectural innovations (Villa Auditore as a Renaissance prototype above all) and subsidizes restoration of ancient monuments. Ezio surrounded himself with works of art and married a librarian wife, Sofia Sartor, who is none other than the Young Venetian Woman portrayed by Albrecht Dürer in 1505. [...]



[...] Assassin’s Creed nasce affamato di storia dopo che, all’inizio degli anni novanta, era stata decretata proprio la “fine della storia”. La storia di Assassin’s Creed nasce già grande. La madre è l’École des Annales con la sua rivalutazione del Medioevo “meraviglioso e quotidiano”; il padre, Michel Foucault, il suo indagare le osmosi fra potere e sapere. [...] E' bene ricordare la vocazione intellettuale dei protagonisti di Assassin’s Creed – sarebbe proprio il caso di dire che ce l’hanno inscritta nel DNA – guerrieri ma anche scrittori, una via di mezzo tra Garcilaso della Vega e Marco Aurelio, ognuno dotato di una ricca biblioteca. Altaïr è scrittore e il suo codice passa fra le mani di Marco Polo e Dante Alighieri (chiaramente Assassini, il secondo poi è fra i primi a usare il termine in italiano: Inferno, XIX, 50). Ezio Auditore, oltre ad abitare in un gioiello di borgo come Monteriggioni, proviene da una famiglia amante delle novità architettoniche (Villa Auditore come prototipo rinascimentale), sovvenziona restauri di monumenti antichi, si circonda di opere d’arte e sposa una libraia, Sofia Sartor, che altri non è che la Giovane veneziana ritratta da Albrecht Dürer nel 1505. [...]


Luca Traini