venerdì 23 marzo 2012

IL QUADRO E IL TEATRO: UNA NASCITA PARALLELA NELL'ANTICA GRECIA

Non c'è gloria se non per quelli che dipinsero quadri

Plinio il Vecchio

Casa della Farnesina (Palazzo Massimo) 30-25 a.C.

Il quadro - la tavola, la tela, quella cosa lì che vedete appesa al muro – è una rappresentazione astratta che, se tutto va bene, ha duemila e cinquecento anni.
Il muro, quello sì che è più antico. E il quadro serve proprio a superarlo.
Il quadro è nato più o meno quando è stato perfezionato il vetro: il quadro in Grecia, il vetro in Fenicia, ma nulla è davvero trasparente.


Testa, perlina in vetro fenicia, VII sec. a.C.

Tu metti il vetro per proteggere la tavola o la tela con i colori che prendi dalla realtà se non chiudi gli occhi. Se sogni, sogni in bianco e nero. Il vetro è tutta la sabbia di cui è fatto, ma i granelli non li riesci a contare.
I granelli di sabbia contano se riesci a tenere in mano il pennello e fai qualcosa di giusto, di doveroso perché sei erede dell’albero che è morto per darti il legno della tavola, il legno che con quattro assi piallate ti regge la tela.
Perché il quadro nasce in Grecia col teatro, che dovrebbe essere specchio della vita – e quella ti sfugge di mano come la sabbia nelle quinte, fra il pubblico.


Casa della fontana grande, Pompei

E il pubblico vuole la tela, la tavola dove quello che hai visto, che hai in testa, che hai astratto dalla realtà in un lampo che squarcia una specie di notte – astrapto è il verbo – rimpasti con tecnica esperta, sapiente, che ha sapore ed è techne, arte, mescolando la chimica organica della tua mano con quella inorganica che sgorga dal tubetto acquistato in colorificio: tutta la nostra realtà è un colorificio dove il colore ha costi, energia, precisi.


Pere Borrell del Caso, Sfuggendo alla critica, 1874

Esposizione. Luogo espositivo. Galleria. Passaggio nel buio da una luce – la vita - ad un’altra, l’arte, che in radice è “artiglio”, artiglio di qualcosa che vola, vuole volare e fissa il cielo artigliato ai rami di un albero, le radici dell’albero da cui la tavola, il sostegno della tela, sostegno della vita, per cui l’artista consacra la vita – perché “sacro” ha a che fare con la morte che lui, che noi vogliamo vincere, almeno per un attimo – la vita nel quadro vuole riconoscersi da almeno 2500 anni, vuole superare i muri che si è costruita da 15000, vuole fare del suo percorso una galleria, esporsi alla notte per raggiungere ancora una volta la luce, essere un colorificio, fluire da tutti i tubetti possibili non per essere oggetto ma soggetto di scambio nell’agorà, nella piazza del mercato dove allestiranno l’ennesimo teatro.
Il prezzo da pagare è questo.


mercoledì 14 marzo 2012

NATURA MORTA CON PESCI


Giovan Battista Recco, “Natura morta con pesci”
(metà XVII sec.)


Io sono il melone messo da parte. Io sono il popone inciso da un razionalista cartesiano.
Vedi questo vuoto dai lati perfetti nella mia natura? Vedi questa mia interiorità lasciata fuori, scolpita con precisione? Tu credi che avrò tempo di far crescere una cicatrice sulla mia buccia? Tu pensi che il mio boccone verrà mangiato?
No, io sono una riproduzione della luce buona per i libri di geometria.
Io sono la riprova che l’arte non marcisce, ma non si mangia.



Testo tratto dalla plaquette della mostra L’Europa dei caravaggeschi, Crédit Suisse, Varese,

            
Luca Traini

domenica 11 marzo 2012

LEOPARDI o LA TRISTEZZA DI ESSERE ANIMALI


 
Odio la Natura
Perché mi fa crepare.
Odio carne e verdura
Perché dovrei mangiare?
Vorrei essere un minerale
Un neutrino che non ha un cazzo da fare
Passare miliardi di anni senza pensare
Restare niente senza creare e star male.

E  invece ti tocca mangiare
E ti piace pure
Ti piacerebbe farlo bene prima di morire
E mica solo per l’Expo di Milano
Anche per dopo
E magari a lungo
Quanto miliardi di miliardi di neutrini

Vivere mangiare e stare bene
Avere tempo anche per l’Arte
Che magari ti dà anche da mangiare
E Magari anche da bere – e bene
Quando devi scrivere
Quando non ci riesci e guardi fuori
Guardi un cielo che non ti fa incazzare
Ma sole, luna, galassie e neutrini che non vedi
Ma senti che sono quelli giusti
Diventi un CERN
Sei pronto ancora una volta a scontrare
Tutti gli atomi di Stronzio.




venerdì 2 marzo 2012

Neoludica all'Università Cattolica e alla IULM di Milano

- Neoludica alla IULM di Milano_Un problema di connessioni
- Connessioni Remote (prima versione, The Art of Games 2009)
- Neoludica all'Università Cattolica di Milano_Loading...Videogioco, Arte, Media


UN PROBLEMA DI CONNESSIONI

 Risultati immagini per the art of games ivdc iulm 2009

Se uno che scrive, recita, ama ogni genere di musica, si occupa di cinema e organizza esposizioni d'arte, cura anche una mostra di videogame, per di più con la sua compagna (Debora Ferrari), è chiaro che di connessioni ne ha già allacciate non poche.Tutte presenti in "The Art of Games_Nuove frontiere tra gioco e bellezza". Ma il problema, in questo caso, era riallacciare anche quelle remote.
Per fare questo, tranne qualche eccezione, dovevi tirar dritto oltre i cento anni scelti per sottolineare il secolo di distanza che avvicina comunque il videogame all'estetica dinamica dei futuristi (quei delinquenti). O al cinema, che proprio un secolo fa, da fenomeno di baraccone, grazie a un altro delinquente, D'Annunzio, con "Cabiria" di Pastrone faceva i primi esami di Storia dell'Arte.
Dovevi fare un salto di altri 80 anni, una pausa nel 1829 e prendere i sali di Daguerre, perché è la tecnica fotografica un'altra delle fondamenta senza cui la sala giochi non regge.

E poi staccare a ritroso anche il biglietto del treno di Stephenson, di Trevithick (in un parco giochi) e cercare di fendere la nebbia come in un quadro di Turner.

Erano in ballo:
- l'estetica del movimento, che, nonostante la perfida ironia della storia e le intenzioni di D'Annunzio e Futuristi, è democratica per forza di cose (il signore mica si muove:posa);
- l'arte di massa, che è il presupposto di ogni vera interazione;
- la definitiva presa di coscienza collettiva che ogni nuova arte non cala dal cielo ma da una rivoluzione della scienza, nel senso profondo della parola, che si fa tecnologia, figlia di altre rivoluzioni.

E allora uno prova a scendere dal treno in corsa e si ritrova in una camera oscura da cui osserva sia la Venezia tutta limpida di Canaletto, sia i piedi sporchi dei pellegrini di Caravaggio: prospettive signorili e popolari del verosimile.
Al verosimile sembrano proprio tenerci tanto anche oggi sia case produttrici che pubblico. Un'ossessione un po' datata (al contrario della dimensione a tutto bit dei primi giochi) visto che già Plinio il Vecchio riassumeva così in sintesi mezzo millennio di pittura/scultura: "L'immagine reale è la meta più alta già da molti secoli".
Prospettiva comunque condivisa 500 anni fa da chi ha connesso un uomo con un cerchio e un quadrato: committenti e pubblico sempre entusiasti.

Poi un altro essere umano ha alzato gli occhi, questa volta con un telescopio e il mondo vitreo che ne è uscito non era mai sembrato così grande.
Così come, di lì a poco un'altra realtà sempre più piccola ha preso il largo nel verosimile di cui sopra per mezzo di altri strumenti, i microscopi, prima ottici quindi elettronici.
Due realtà prima invisibili anche agli occhi di Leonardo non fosse stato per la tecnologia.
E il verosimile, l'arte, l'esistenza umana hanno dovuto tenerne conto (questione di matematica).

Il termine "virtuale", figlio universitario del Gotico Cortese, deriva dal latino "vir", "uomo", o da "vis", "forza"?
E se derivasse da entrambi? Per mezzo dell'uomo, ma con una forza tutta sua? Qualcosa di "assetato di realtà" ("realitas entitiva" avrebbe detto Giordano Bruno degli "Eroici furori"), "esistenza assetata di essere", di "existituire" (per usare anche qui una traduzione di Gadamer, in questo caso di un verbo caro al dolce padre del nostro calcolo logico e infinitesimale, Leibniz)?
Al presente, "realtà virtuale", uscita dalla definizione aristotelica di "potenzialità non ancora in atto", sembra proprio assumere i contorni di una nuova realtà vera e propria con precise cause ed effetti rispetto a ciò che dovrebbe stare fuori dallo schermo: Edward Castronova docet.
Una volta a scuola si sarebbe detto: 2 realtà scoperte e 1 inventata.
E se invece avesse scoperto noi?

L'interazione fra soggetto essere umano e oggetti di ogni tipo (ossa, legni, pietre, fuoco, acqua in cui riflettersi, metalli e così via) presenta una lunga serie di datazioni che dal carbonio arrivano al silicio.
Il cammino scolpito più di 3.000.000 di anni fa nel deserto di Laetoli, in Tanzania (memoria di interazione fra viaggio di Australopithecus Afarensis, terra riarsa, cenere vulcanica e pioggia) porta fino in Patagonia, alle mani dipinte con lo sputo nella Cueva del las Manos  durante l'ultima glaciazione. Il chopper dell'australopiteco prima di diventare mouse deve far premere le cinque dita contro una parete perchè lì, dietro quella specie di schermo, c'è la presa di corrente della realtà: ciò che siamo soliti chiamare "meraviglia".

Ogni nuova interazione con la realtà suscita meraviglia. E' la ricerca del contatto con realtà sempre nuove e perciò meravigliose che spinge a "navigare" con nuovi meravigliosi strumenti - il PC è solo l'ultimo della serie - per cercare di riprodurre su uno schermo (vuoi la pietra della Cueva, la Stele di Rosetta, un codice amanuense o le tv a polittico di Nam June Paik, i desktop), su uno specchio simbolico in termini di cifre, parole, immagini, l'interfaccia in continua metamorfosi del nostro mondo.

La memoria o, meglio, la memoria delle memorie, tanto risultante quanto pietra angolare e motore di questa incessante riproduzione si configura quindi al presente in uno schermo geometrico: una realizzazione concreta del nostro pensiero astratto fin da quando esiste la storia. Dalla tavoletta d'argilla sumera, al rotolo di papiro disteso egizio-greco-romano, al codice manoscritto, alla facciata stampata del libro o a quella bianca di un quaderno, fino alla foto, allo schermo cinematografico/televisivo, alla pagina web. Seguendo l'ossessione tutta umana per la quadratura/rettangolatura del cerchio, del circolare, del superamento dell'ovale. Il visibile della natura tende a tondeggiare, ma l'occhio che la inquadra sembra non amare troppo i prodotti che si presentano come doppio delle sue pupille (e infatti,tanto per dirne una, hanno sempre avuto scarso successo schermi di televisori o di personal computer che non seguissero la logica del quadro, anche e soprattutto in senso artistico).
                
E così, nel cubo delle abitazioni, delle "wunderkammer" contemporanee come in quello sempre più piatto di televisori e pc (3 lati di uno 0 digitale aperto chiuso dall'1 del sistema binario) si rinnova il gioco ancestrale delle forme. Dall'astrazione alla definizione alla sua inquadratura verosimile e ritorno.
Ritorno, mai salto nel vuoto. Dietro ogni novità c'è tutto un accumulo strutturato di memoria che la sostiene. La meraviglia fondamentalmente consiste in un nuovo raffronto fra connessioni recenti e remote.



Questo è quanto in teoria (termine il cui senso ha a che fare con la visione) sta dietro l'allestimento dinamico in tele, kristall, sete/ in consolle, video e Wacom di "The Art of Games" ad Aosta. Le opere dei concept-artist a confronto con le foto in forma di digigrafia dei monumenti della Valle d'Aosta: stele preistoriche, resti romani, e soprattutto castelli e sculture medievali. In particolare dell'epoca del Gotico Cortese o Internazionale, l'alba, come abbiamo visto, del termine "virtuale". L'inizio di un mondo fantastico che, filtrato dal Romanticismo e attraverso cinema, illustrazione e fumetto, è giunto fino a permeare atmosfere, paesaggi e protagonisti di buona parte dei videogiochi.

Il binario su cui fendeva la nebbia il primo treno dipinto da Turner ha raggiunto la matematica binaria e la nuova arte che prende corpo da questa torna a fare tappa ad Aosta, a "The Art of Games", nella Valle dove il pittore inglese, affascinato dalle montagne, dai resti romani e dai castelli cortesi, aveva mosso i primi passi nella pittura.
Lo stesso treno che avrebbe potuto prendere Ada Lovelace, figlia di lord Byron e della dea della matematica: creatrice del software.Un nuovo mito fondante per unire arte e scienza. Per una nuova presa di coscienza collettiva videoludica consapevole della realtà costruttiva del gioco.

File:Ada Lovelace.jpg
Ada ritratta nel 1836 da un'altra donna, Margaret Sarah Carpenter

E poiché "gioco" è dal latino "iocus", "gioco di parole", l'inno che conclude questo intervento ma apre il catalogo, sarà un sonetto che fa terminare ogni endecasillabo solo con la "I" e la "0", come 0 e 1. Più un acrostico dedicato proprio a lei, alla donna che già nel cognome prefigurava l'amore per la connessione:


Taglio, incollo, salvo e risolvo in cantO
Hardware fatti di trine e di merlettI:
E’ un software di sospiri che fa i contI,
Ada, uno, e quel che resta è sempre zerO.
Resta. E’ la nube in cima a questi montI,
Tu e Turner con un foglio bianco accantO
O i vostri giochi in questo ex-monasterO,
Frontiera aperta su nuovi progettI.
Giostreremo arte e scienza fra i castellI
Ad Aosta, amando ogni collegamentO
Messo in atto fra virtuale e modellI
Esemplari del passato: è il momentO.
Altri mondi, altre realtà, altri livellI:
Lo schermo attende il suo disvelamentO.



 


CONNESSIONI REMOTE

Prima versione (The Art of Games, Aosta 2009)


All'ingresso della mostra aostana i Saggi degli affreschi del castello di Fenis introducono alla nuova arte

Schermo

1 Losanghe Sapiens Sapiens incise su due frammenti di ocra rossa a Blombos (Repubblica Sudafricana)
2 Papiro Rhind: regole per calcolare l’inclinazione di una piramide
3 Tavolieri del Gioco Reale di Ur <---> Sigilli in steatite da Harappa
4 Mandala (“Il videogame è un esercizio buddista. Ti insegna a morire dieci, cento, mille volte. Ad accettare la tua inevitabile estinzione. La piccola morte del gioco prefigura ed esorcizza la grande morte”, Matteo Bittanti)
5 Lineare B: database minoico-miceneo ---> Stele di Rosetta: interfaccia greco-egizio (---> // HCI: “Le operazioni fatte con un computer ereditano le norme culturali esistenti”, Lev Manovich, The Language of New Media )
6 “Theatron”: “luogo dove si vede”
7 “Skené”= “tenda”, “palcoscenico” ---> Sipario alzato: schermo, scherma, scrivere
8 “Maschera” (anche greca) in latino “persona”
9 Dakar, Senegal, 1963: “Premier Festival Mondial des Arts Nègres”: “Senghor ha raccolto migliaia e migliaia di maschere che, messe tutte insieme, hanno creato un misterioso mondo a parte. Entrarci è un’esperienza irripetibile” Ryszard Kapuściński, In viaggio con Erodoto
10 Dallo Scudo di Achille alla Sfera di Parmenide all’invenzione greca del quadro moderno (Plinio il Vecchio: “Non c’è gloria se non per quelli che dipinsero quadri”)
11 Apollodoro di Atene, “skiagraphìa”, “disegno dell’ombra” ---> Prospettiva (Brunelleschi, Pacioli, etc.): l’uovo di Piero della Francesca _
12 Gli Elementi di Euclide dal cilindro del "volumen" al foglio rettangolare del "codex"
13 L'Uomo di Vitruvio disegnato da Leonardo/ Le donne ritratte da Iaia di Cizico
14 Sator
Arepo
Tenet
Opera
Rotas
15 Autoritratto del Parmigianino
16 Van Eyck nello specchio rotondo dei coniugi Arnolfini, la coppia reale in quello rettangolare di Velázquez
17 Globe Theatre
18 L’Occhio di Ledoux spalancato sulla Sala della Pallacorda
19 Due “Donne dello schermo” per Dante Alighieri (“Vita nova”)
20 Giava: altro teatro di ombre
21 Camera oscura (Caravaggio versus Canaletto)
22 Naufragio del Collegio di Berkeley alle Bermuda (commento musicale “My hope is decayed” di Captain Hume)/ Approdo di 93 scacchi vichinghi alle Ebridi nel 1831 (Ouverture “Le Ebridi” di Mendelssohn)
23 Fotografi a e Cinema: innovazione tecnologica e arte di massa, diverse dinamiche cinetiche ≠ proterva sottovalutazione delle culture elitarie aristocraticamente legate alla statica: il servo corre, il padrone impassibile come Plutarco anche quando lo fa frustare (“la fretta,/ che l’onestade ad ogn’atto dismaga” pure quando Virgilio corre a gambe levate nel Purgatorio di Dante)
24 Le tele trasparenti di Picasso nel “Mystère Picasso” di Clouzot // Speed Painting
25 Nam June Paik: “Le piramidi egizie sono il primo esempio di una combinazione di arte di alto profi lo e alta tecnologia”


Realtà

1 Mitologia oceanica: il “mana” negli occhi di corallo bianco, nella pupilla di ossidiana dei “Mohai” dell’Isola di Pasqua
2 Mito greco: Dedalo, primo uomo e primo nome a scolpire e dipingere occhi di statue
3 “Metafisica”, Aristotele: “Preferiamo la vista a tutto, si può dire, non solo ai fi ni dell’azione, ma anche quando non dobbiamo far nulla”
4 “Dunamis” in Aristotele “principio di movimento o di mutamento in altro” (Enrico Berti) ---> “Virtus”, latino, da “vir”,”uomo”, e/o da “vis”, “forza” (Lorenzo Valla) ---> “Virtualis, virtuale” (dal XIV secolo) --->
5 Caution: “Una sola Idea, conciliando a forza la natura del Diverso, che non si voleva mescolare a quella dell’Identico, mescolando queste insieme con l’Essere”, Platone, “Timeo”
6 Res ---> Res Publica (“Il sogno di una cosa”, Marx ---> Pasolini)
7 “L’immagine reale è la meta più alta in pittura già da molti secoli” (Plinio il Vecchio)
8 Nuova Pittura a Olio fiamminga su tela // Nuova rivoluzione tecnica, nuova immagine reale: nuove diversità dietro un’apparente omologazione
9 “Conosco la mosca nel latte/ Conosco dall’abito l’uomo.../ Conosco tutto, fuorché me stesso” François Villon, “Ballata delle cose ovvie”
10 T’Ang Yin, “Nella mia capanna, sognando l’immortalità”
11 NON FINITO: “Cosa ancor più degna di memoria è che le ultime opere di artisti lasciate incomplete per la loro morte... sono più ammirate dei quadri finiti... forse perché in quelle si vedono i lineamenti rimasti e l’idea degli artefici” (Plinio il Vecchio) ---> IN VITA: Leonardo, Michelangelo ---> OGGI: Nuove sfide pacifiche oltre Cascina e Anghiari
12 Milano, Via Torino: entrare in Santa Maria presso San Satiro, camminare fino all’abside di Bramante, toccare, voltarsi, alzare lo sguardo alla volta del soffitto, vederlo in apparenza assente fissando la “Gloria di Sant’Ignazio” del Pozzo e pensare “Dunque sono anche nella chiesa dei Gesuiti a Roma”
13 Cannocchiale, Galileo: irruzione nella realtà quotidiana della tradizione di un nuovo reale macrocosmo
14 La terra vista dalla luna disegnata da Galilei (Kuhn & Feyerabend) // Francesco Stelluti, “Melissographia”
15 Microscopio, Leeuwenhoek: irruzione nella realtà quotidiana della tradizione di un nuovo reale microcosmo
16 La mola di Spinoza: “Dedicava tutti i giorni alcune ore a preparare lenti per microscopi e telescopi” (Lucas)
17 “Usando la medesima maniera, ma con molta unione di colori” (Manierismo), Vasari
18 John Donne, “Lezione sull’ombra”/ Adelbert von Chamisso, “Storia straordinaria di Peter Schlemihl”
19 Arte del Fumetto ---> Arte dei Cartoons ---> Arte dell’Animazione Computer Grafica (“Voisins”, Norman Mc Laren)
20 Seurat, “Tour Eiffel” (bites pointillistes)
21 Picasso: “Ho imparato a dipingere come Raffaello; adesso devo imparare a disegnare come un bambino”
22 Max Ernst, “Coppia zoomorfica” ---> “Spore” (“Il y avait une fois LA REALITE” Louis Aragon)
23 Effetto Kuleshov
24 “In passato abbiamo lavorato sulle interfacce: ogni interfaccia rappresenta un’estensione del tatto. Una cosa divertente è che veniamo da una civiltà prevalentemente visiva, qual è quella rinascimentale; con i nuovi ambienti di vita sensoriale simulata stiamo ritornando ad una cultura tattile e la gente non se ne accorge”, Derrick de Kerckhove
25 Eric Berne, “A che gioco giochiamo”


Computer

1 Homo habilis: “chopper” primo mouse
2 Cueva de las manos (Argentina) ---> L’impronta della mano anche sullo schermo del PC (P.S. CONNESSIONI REMOTE: ogni Sezione 25 Definizioni, il quadrato delle dita di una mano)
3 Numero Zero Maya: una conchiglia? un guscio vuoto? un occhio socchiuso?
4 Rame/Cipro/Afrodite - Stagno/Stonehenge - Ferro ittita (anche riprodotti su pietra in Valcamonica)
5 “Techne”= “Arte”, Arte della Tecnica <--- radice da “tek”, “fabbricare (un’intelaiatura in legno)” (Pierre Pellegrin, “Techne ed episteme”) ---> “Sandal-punk” ---> “Steampunk”
6 Paure e pregiudizi più vecchi che antichi - aristocratici versus “liberi artigiani che verso la fine del V secolo a.C. arrivarono a dominare l’assemblea di Atene” (Carlos Solìs Santos, “Macchine, tecniche e meccanica”): “meccanico” <--- “mechané”, “banale” <--- “bànausos”, “operaio, artigiano” ≠ NO “katharevusa” (“lingua pura”: “pura” da che?) <--- Vecchia emarginazione: “Il mondo antico produsse manuali analoghi a ‘Computer Graphics’, ma non aveva le risorse né gli strumenti per diffonderli, decretandone dunque l’isolamento in settori frammentari e incommunicanti della società” (Alessandra Gara, “Progresso tecnico e mentalità classicista”)/ Peccato sempre paventato dagli snob: “luxuria” di macchine e “meccanici” 7 Dramma non ancora scritto intorno all’uso scientifico della scrittura - protagonisti: Protagora (favorevole), Socrate (contrario)/ Intervallo: poesie firmate di Teognide/ Secondo atto: variazioni su frammenti da Euripide, “Palamede” (inventore presunto di lettere, numeri e scacchi) ---> Deus ex machina finale: Theuth, dio egizio della scrittura (che un altro faraone, contrariamente a Platone, non rifiuterà) ---> “Avevano stabilito che, per raccogliere ad Alessandria «i libri di tutti i popoli della terra» fossero necessari in tutto cinquecentomila rotoli” (Luciano Canfora, “La biblioteca scomparsa”)
8 Mnemosyne e Mneme, comunque Memoria, 2 divinità. Una donna: Leonora Christina Ulfeldt (“Sono stata molto combattuta in merito a queste mie Memorie, non sapendo decidere se fosse meglio fare lo sforzo di dimenticare o quello di ricordare”)
9 Demiurgo programmatore---> Software: Conferenza sul Bene di Platone---> Hardware: Solidi platonici composti dalla Scuola di Sicione... Epitaffi o di Diofanto... A seguire: Uno neoplatonico di Plotino + Zero di Brahmagupta=essere diversi, uguali e binari
10 Macchina di Anticitera (in Lucio Russo, “La rivoluzione dimenticata”)/ L’Occidente (Roma, “Roma-visaya”) favoleggiato a Oriente come terra di “macchine veicoli di spiriti” (“Lokapannatti”, trattato cosmologico birmano, in “Uomini e spazi aperti” di Andrea Giardina)
11 “Homo sum: nihil humani a me alienum puto”, “Sono uomo: nulla d’ umano m’è estraneo” (Terenzio Afro) - “Mens congesta iubet” (Claudio Claudiano) ---> Libera traduzione: “La mente congestionata comanda”
12 “Tabula cerata” (in Platone, memoria: impronta di sigillo su tavola di cera) ---> Palinsesto Ambrosiano con il teatro originale di Plauto grattato per far posto al “Libro dei Re”, riaffiorato grazie alla chimica e decifrato a costo della vista dal fi lologo Guilelmus Studemund ---> Sua postilla catulliana a termine dell’immane fatica: “Ni te plus oculis meis amarem”, “Se non ti amassi più dei miei occhi” (commozione, gratitudine profonda di chi scrive) ≠ “Ilias picta”: battaglie disegnate su pergamena nel V-VI secolo inserite in codice cartaceo del XIII (---> Game vecchio in game nuovo in recente versione “Metal Gear”: “Nel caso dei videogiochi è fondamentale cominciare subito un’operazione di preservazione, per evitare gli errori commessi in altri ambiti (cinema in primis).
Considerando la proliferazione di differenti versioni degli stessi giochi – penso alle versioni craccate, modificate, “migliorate” fruibili in rete – perfino il tentativo stesso di individuare e recuperare la versione “autentica” diventa un’impresa ardua”, Henry Lowood)
13 Incipit “Romanzo di Alessandro Magno” dello Pseudo Callistene: il bacile magico di Nectanebo/ Foglio 152 Codex Alcobacense 394 Rabano Mauro, “De numeris”: i 36 riquadri del calcolo con le dita
14 Ars/Artefi ce/Artiglio/Arma Armature ---> Hardware RV anni ‘90 (e se stavolta il soldato della “Rosa Purpurea del Cairo” esce davvero?)
15 Cosma Indicopleuste: cosmo-tabernacolo
16 Polittici e Portatili: il Polittico di Antonello da Messina sul desktop
17 Shukongo-shin (“Portatore di folgore”) del Periodo Nara ---> Genji il Principe Splendente di Murasaki Shikibu ---> “Oggi siamo più abili di ieri, domani saremo più abili di oggi” Yamamoto Tsunemoto, “Hagakure”
18 L’uomo-macchina di La Mettrie ascolta una conferenza di Lavoisier intorno alla natura del silicio nella Biblioteca di Boullée
19 Iron Bridge, Coalbrookdale (attraversato dal treno di Turner)
20 Hegel nell’atto di spiegare che tutto ciò che è razionale è reale alla “Mano scrivente” e alla “Testa pensante” di Johann Philipp Ludwig Knauss
21 Panoramica del Lago di Como /Stacco/ La pila di Alessandro Volta / Flashback: lo scienziato un quarto di secolo prima mentre accende piccole lingue di fuoco azzurro sulle sponde del Lago Maggiore (scoperta della natura organica del metano) /Dissolvenza incrociata/ Benjamin Franklin, inventore del parafulmine, firma la Dichiarazione di Indipendenza (Attore in entrambi i casi: George Clooney)
22 I calcoli di Babbage + le Note di Menabrea + Traduzione & commento di Ada Lovelace= la Macchina Analitica nella piazza d’armi del Forte di Bard (commento musicale: “Un bal” dalla “Sinfonia Fantastica” di Berlioz)
23 Fonografo e lampadina di Edison/ Musica sinestetica: “Prometeo” inondato di luce e colori di Scriabin
24 Cissé “Yelen”
25 NOTA BENE Storia esemplare di memoria tecnica arte: Guido d’Arezzo: spartito ---> Bach, “Clavicembalo ben temperato” ---> Mozart, fortepiano ---> “Opera totale” wagneriana ---> Orchestra titanica mahleriana ---> John Coltrane’s Ascension ---> Hendrix & “Fire” & Fender Stratocaster (“Wild Thing”)


Navigazione

1 Sapiens Sapiens: attraversamento dello Stretto di Lombok (---> Grotte di Lascaux riprodotte in realtà virtuale da Benjamin Britton // Rabindranath Tagore: “Il tuffatore/ Deve raggiungere il fondo,/ Chi traghetta/ Deve soltanto/ Camminare in superfice”)
2 Le Avventure di Sinuhe
3 Cnosso: un vero labirinto per il mito (---> Pac Man: Teseo o Minotauro?)
4 Amore e Guerra nella rete d’oro di Efesto (Sofocle, “Antigone”: “A tutti tende reti l’astuzia dell’uomo”) ---> Marziano Capella, “Nozze di Mercurio e Filologia”, già “Primavera” di Botticelli (Reale, Giovanni)
5 “Nostos”, “viaggio di ritorno” <--- Ulisse “polyméchanos” ---> James Joyce, “Finnegans Wake”: “Three quarks for Muster Mark” ---> Murray Gell-Mann, fisico: quark (particella subsubatomica)
6 La circumnavigazione dell’Africa da parte dei Fenici inviati dal faraone Neco II: il sole per la prima volta sulla destra/ I gorilla scoperti dal cartaginese Annone: eruzione del “Carro degli dei”
7 Platone, “Fedone”: “seconda navigazione” ---> Protogene pittore di navi fino a 50 anni
8 “Devi pensare che la nave è il cosmo/ E tu uno degli attrezzi che sta dentro” (nave di parole inscritta nel Carme XIX di Optaziano Porfirio)
9 Navigazione di San Brandano ---> Islanda ---> Peregrinazione dell’abate islandese Nikulas da Munkathvera: Islanda-Via Francigena-Roma (Motore di ricerca: “Etimologie” di Isidoro di Siviglia)
10 “Motore immobile” (Aristotele) ---> Teofrasto, “Caratteri”, “Lo Sventato”: “Se Giove fa piovere, quello dice <<Oh, ma che bello splendore di stelle!>>”
11 ---> Luciano, “Storia vera”
12 “Ebbri/ Ciascuno va per conto suo.../ Ritrovarsi sulla Via Lattea:/ Per sempre vagare senza legami” (Li Po) ---> I viaggi reali di Zheng He
13 L’esilio di Ibn Hamdis: “Ah, da nuvola folgoreggiante in patria/ Brillò lieve un lampo, leggero come il saluto/ Che una mano accenna con la punta delle dita!” ---> Le esplorazioni di Ibn Battuta
14 Gilda medievale: mercanti Hansa ---> Gilda del Commercio in “Star Wars” ---> Gilde universi sintetici (“Di tutto ciò che l’uomo, spinto dal suo istinto vitale, costruisce ed erige, nulla è più bello e più prezioso per me dei ponti. I ponti sono più importanti delle case, più sacri perché più utili dei templi”, Ivo Andric, “I ponti”)
15 “La preparazione delle reti”, miniatura del Manoscritto 616 del “Libro della caccia” di Gaston Phoebus/ Matteo di Vendôme, “Milo”: “Hamus amoris edax et rete capacius orbe”, “L’amo dell’amore è vorace/ La sua rete, più ampia del mondo” (---> Chat per trovare l’anima gemella)
16 “Hypnerotomachia Poliphili”: interfaccia/incunabolo di Aldo Manuzio
17 Giordano Bruno, “Eroici furori” <---> “realitas entitiva” (“Ciò che è per così dire assetato di “realitas”: la medesima struttura ricompare in Leibniz, quando parla di un “existiturire”, in riferimento alla realtà, intendendo cioè l’esistenza come qualcosa che è assetato di essere”, Hans-Georg Gadamer)
18 Magellano: circumnavigazione del globo terrestre ---> Mercatore: inquadramento dello stesso nella rettangolarità di un atlante ---> Matteo Ricci: Oriente e Occidente: l’incontro sulla carta geografi ca (---> “Odyssey”, “Pong”/ “Little Big Planet”)
19 1653 L’Europa incontra la Corea grazie al naufragio dello “Sperwer” (“Essere vivi è un mare in tempesta, senza neanche una vela in vista”, Ko Un, “Raggio di sole”) ---> La Corea incontra l’Europa 15 anni dopo: Hendrik Hamel, contabile della nave, pubblica in Olanda il resoconto del viaggio (“Il tempo basta a tutto, se lo si gestisce con la parsimonia necessaria”, Erasmo da Rotterdam)
20 Xu Xiake, “Peregrinazioni in luoghi sublimi”
21 Goethe, “Faust”: “Potrei dire a quell’attimo/ “Fermati, attimo: sei così bello!”
22 Melville, “Moby Dick”: “Stanno migliaia e migliaia di mortali impietrati in sogni oceanici”
23 Georges Perec, “Le Grand Palindrome”
24 Calvino: “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, “Il castello dei destini incrociati”, “Le città invisibili”
25 “Il più bello dei mari/ E’ quello che non abbiamo navigato” (Nazim Hikmet)


Interazione

1 Impronte fossili, Laetoli, Tanzania: memoria interazione viaggio Australopithecus Afarensis, terra riarsa, cenere vulcanica, pioggia
2 Martin Bernal, Atena nera
3 Apollo e Patroclo: “E gli si fermò dietro, colpì la schiena e le spalle larghe/ Con la mano distesa: a Patroclo girarono gli occhi./ E Febo Apollo gli fece cadere l’elmo giù dalla testa”, “Iliade”, Omero (?)
4 Apelle e Protogene: gara sottile a colpi di linee su tavola bianca (primo quadro astratto)
5 Apollo e Dioniso incontrano Buddha nell’arte del Gandhara ---> “Romanzo di Barlaam e Iosafat”
6 Avatar ---> “Vieni, ritorna, estingui questo fuoco” (Mirabai)
7 Anonimo, “Physiologus” (---> Nomi: Borges, Cortazar, Wilcock)
8 Dittico di Aosta: interazione di più eredità culturali in 2 ante ---> “Mappa”, anche nel senso di “drappo del console” che da il via al ludus, al game consolare di Severino Boezio: “Da un’unica fonte Tigri ed Eufrate/ Sgorgano diramando presto le acque./ Se si riunissero e un unico corso/ Tornassero nuovamente a formare”... “Consolazione della Filosofia”
9 “Centone” di Faltonia Betitia Proba (latino) // Anonimo, “Christus patiens” (greco): collage di versi pagani per testi cristiani (“Ci sembra innegabile che alla sfera del gioco appartengano come per natura anche tutte le attività della creazione poetica”, Johan Huizinga, “Homo Ludens”)
10 Book of Kells: connessioni (compresa la svista - ma è davvero così? - del copista: dopo “Non veni pacem mittere” la Vulgata aggiunge “sed gladium”, lui invece “sed gaudium”)
11 Nezami, “Il libro della fortuna di Alessandro”
12 Immanuel Romano, Machberet prima (La Sorte)
13 Raimondo Lullo: arte combinatoria // Il codice di Virgilio commentato da Servio, dipinto da Simone Martini, annotato da Petrarca
14 I “Quipu” Incas
15 NO alla caccia SI alla “Visione di Sant’Eustachio” di Pisanello/ NO war SI poesia geometrica di Paolo Uccello ---> Pace ad Alessandro, pace a San Giorgio nella foresta di Altdorfer ---> Spento l’incendio mai l’incanto di Piero di Cosimo
16 “Ut pictura poesis”, Orazio, “Ars poetica” ---> e l’opposto: la lunga storia della narratività dell’opera d’arte
17 Polifonia musicale fiamminga: Missa “Se la face ay pale”, Missa “Fortuna desperata”, Missa di Dadi, Missa Prolationum
18 Polifonia pittorica: Arcimboldo (4 elementi + 4 stagioni)
19 Capricci settecenteschi (Guardi, Piranesi): taglia e incolla i tuoi classici (commento musicale: “M’ingannasti in verità”, aria per soprano e basso continuo di Antonia Bembo)
20 Centinaia di scritte graffi te sui muri del castello di Issogne in Valle d’Aosta (scelta: “Il Baroncel, il Tagliante e ‘l Baldessero furon a festa qua col bon Stringhero / 1567 10 novembre”, “1577 / Per non monstrar ill moi duolore / tal volta rido che crepe ill cuore / Thoma di Druenvaldtd / von Nuremberg”, “S’offrir faict souffrir 1607”, “Omnia vincit amor”)// I versi incisi da Vittorio Alfieri nella Casa del Petrarca// La fi rma di Byron anche sulle rovine del Tempio di Poseidone a Capo Sunion
21 “Unità aristoteliche” ≠ Diversità shakespeariane // Commedia dell’Arte ≠ “Il teatro comico” di Goldoni // L’ “Orfeo” di Monteverdi ≠ “Il pomo d’oro” del Cesti ---> Handel, Farinelli, Metastasio, Gluck (quartetto dissonante): regola del piacere della norma, del piacere di trasgredirla, del piacere di trasgredire la trasgressione (Vd. anche la differenza tra Game e Play nel saggio introduttivo di Umberto Eco a Huizinga, “Homo ludens”)
22 Jan Potocki, “Manoscritto ritrovato a Saragozza”
23 Marc Twain,”Un americano alla corte di Re Artù”
24 V. Propp, “Morfologia della fi aba”
25 Derek Walcott, “Mappa del Nuovo Mondo”


Meraviglia

1 Uluru: “Età del sogno” // P.White, “Voos”/Australia ---> E. Bloch, “Il principio speranza”
2 Mito orfico: i giochi tragici regalati dai Titani a Dioniso fanciullo (la trottola, la palla, le mele e lo specchio di fronte al quale resta incantato, per poi essere dilaniato dai donatori) + “Dea ex machina”, Demetra: Dioniso riassemblato per nuove metamorfosi (“L’ebbrezza deve anzitutto aver potenziato l’eccitabilità dell’intera macchina: prima di ciò non si giunge a nessuna arte”, Friedrich Nietzsche) (---> Super Mario Bros che salta i barili in “Donkey Kong” mi ricordava la Gorgone arcaica che vola dei vasi greci a figure nere)
3 “Metamorfosi”, Ovidio, Incipit: “La mente mi sprona a cantare forme/ Mutate in corpi nuovi” + ancora e sempre Ovidio, “Arte di amare”: “Altri amino il passato; io mi compiaccio/ D’essere nato proprio in questo tempo”
4 “Ludus”, “gioco pubblico”: ludus civile (Cicerone) ---> Ludus religioso: “Ludus Danielis” ---> Ludus erotico: “Jeu de Robin et Marion” ---> Ludus fi losofi co: Nicola Cusano, “De ludo globi” (---> Football: il “10”, binario, di Maradona)
5 Ludus + techne = Erone, “Eolipila” (la macchina come meraviglia) ---> Il “Libro dei meccanismi ingegnosi” dei fratelli Banu Musa
6 “Iocus”, in origine “gioco di parole”: mai limitare il termine, il “game” che ha la stessa radice di “gemma”
7 Tertulliano: “La coda del pavone”: “Multicolor, discolor, versicolor”, “Il corpo dell’uomo”: “I muscoli, colline; le ossa, rocce;/ Le ghiandole come piccole pietre./ Osserva i nodi dei nervi grovigli di radici,/ E il corso delle vene: ruscelli…”
8 Popol Vuh: “Soltanto il Creatore, il Formatore, Tepeu, Gucumatz, i Progenitori, erano nell’acqua circondati da chiarore. Erano nascosti sotto piume verdi e azzurre”
9 Il Sovrano Giallo, signore della terra; il Sovrano Rosso, signore del fuoco; il Sovrano Nero, signore delle acque; il Sovrano Verde, signore del legno; la Sovrana Bianca, signora dei metalli... Il principe dei legni e la madre dei metalli amalgamarono luce e foschia e crearono così il genere umano... (dalla fiaba cinese “Come i cinque sovrani celesti divennero uomini”)
10 Omar Khayyam: “Il vento leggero d’Aprile sulla guancia del Fiore, è bello,/ Bello nella distesa del Prato un Volto che illumina il cuore./ Tutto quel che tu dici su ieri passato, bello non è:/ sta’ lieto e non dire di ieri. Oggi è bello”
11 Il padiglione del Dream salvato da Beowulf grazie alla “corte della parola” e ai “seggi dell’idromele” costruiti con “legna per la fama” rifinita dalla “pialla della lingua” di Egill
12 COMPROPRIETA’ “Città ideale”/ Palazzo Schifanoia
13 “Sommersi dai flutti, o dispersi da gigantesche moli di ghiaccio... o infine sgomenti per l’orribile aspetto di certi pesci o mostri venuti su dagli abissi dell’oceano”, Olaus Magnus (Grieg, “Peer Gynt”: “Naufragio”)---> Eero Saarinen, “Gateway Arch” (Nielsen, Sinfonia “Espansiva”) ---> Approdo in un Vaso Savoy, Alvar Aalto (Tüür, “Architectonics IV ‘Per Cadenza ad Metasimplicity’”)
14 Gotico internazionale (<--- Gotico ancestrale) ---> Neogotico // Romanticismo: mito del Genio e della Libera Fantasia versus “classicismo” - “Fiabe” di Andersen, “Fiabe” dei Grimm - Novella esemplare dell’architetto Schinkel, che progetta il mausoleo della regina Luisa in forme neogotiche in memoria di “femminilità, sentimento, spontaneità, passione” ≠ No del vedovo re di Prussia al progetto, sì alla sua realizzazione in forme doriche: “virilità, raziocinio, rigore, algidità” (vd. L. Schneider, “Il classico nella cultura postmoderna”) ≠ Rivolta al futuro di Mary Shelley (“Gothic novel”) ---> Fantascienza/Fantasy (“Nelle creazioni di art game fantascienza e apocalisse si uniscono rifondando e in un certo senso aggiornando la dimensione del sublime di cui nella storia dell’arte la pittura romantica è permeata” Elena Di Raddo)
15 «È del poeta il fin la meraviglia», Giovan Battista Marino
16 “De humani corporis fabrica”, Vesalio, incisioni di Van Calcar, allievo di Tiziano ---> “Lezione di anatomia del dottor Tulp”, “Lezione di anatomia del dottor Deyman”, Rembrandt
17 WUNDERKAMMER: “Giardino delle Delizie” (Bosch)/ “Due ambasciatori, una anamorfosi” (Holbein Giovane)/ “Diluvio”, acquerello (Dürer)/ “Incubo”, in tre versioni (Füssli)/ “Adams traum” (Fuchs)/ “Alien” (Giger)
18 “Vida es sueño?”: Calderòn, Cervantes e Quevedo a convegno nella “Quinta del sordo” di Goya (commento musicale: “La Folia” di Paniagua)
19 “Fuggi quando vuoi, e la storia sarà invertita”, WilliamShakespeare, “Sogno di una notte di mezza estate”
20 Hokusai, “Manga”
21 Sindrome di Stendhal e Rischio Gijsbrechts
22 De Chirico, Breton ed Escher ospiti a Brasilia di Niemeyer
23 Dalla chiesa, dal palazzo al museo, ai “Salons”, a “L’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità tecnica” (W. Benjamin), all’ “applicazione tecnologica nell’era della sua manua(bi)lità artistica” (Debora Ferrari): nuove aure, nuove tecnologie (“Ancora oggi molti musei faticano a capire che la rete non è tanto il luogo in cui pubblicizzare la propria azienda, ma piuttosto il luogo in cui condividere lo straordinario patrimonio di informazione che detiene. Solo sostituendo la condivisione al protezionismo, l’accesso all’occultamento un museo può trasformarsi nel nodo centrale di una complessa rete di informazioni, completare la metamorfosi da museo in ‘network museum’”, Domenico Quaranta, “Curare l’immateriale”)
24 Il cestino ispiratore di Gehry (endecasillabo)
25 “Stavo lì a contemplare il tutto col mio sguardo antico”, Pär Lagerkvist





Convegno all'Università Cattolica di Milano 

Lunedì 5 marzo 2012 dalle ore 9.30...appassionati di videogiochi...tutti in Aula!
E che 'aula': la Cripta dell'Aula Magna all'Università Cattolica di Milano, Largo Gemelli 1.

















Organizzato da ALMED(Alta Scuola in Media Comunicazione e Spettacolo) con Ruggero Eugeni e dall'Istituto di Storia dell'Arte Medievale e Moderna con Elena Di Raddo, il convegno intende riunire specialisti di vari settori che possano contribuire ad approfondire il tema culturale del videogioco in tutti i suoi aspetti artistici, linguistici, comunicativi ed economici.

Neoludica, con l'intervento "L'Arte è in Gioco" a cura di Debora Ferrari e Luca Traini, che ha generato tutta questa serie di interessi e provocazioni che verranno affrontati nella giornata, sarà posta all'attenzione del pubblico in mattinata, come secondo intervento della sezione 'Videogioco come forma culturale'.
Anche Ambra Bonaiuto e Salvatore Mica -partner promotori di Neoludica con E-Ludo- parleranno nel pomeriggio nella sezione 'Videogioco come Medium' con lo speech "I media. I simulacri mediali interattivi. I loro rapporti".
Nella giornata anche Kevin McManus, Cristina Casero, Matteo Bittanti, Domenico Quaranta, Paolo Ruffino di IOCOSE, tutti partecipanti come critici e artisti in Neoludica alla Biennale, faranno degli interventi.
In finale tavola rotonda con importanti giornalisti sul tema 'Esiste una critica del videogioco?".